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Taxi senza conducente. Si parte in California dal 2 aprile
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Articolo di Redazione
1 marzo 2018 10:28
 
 Nuovo semaforo verde per le vetture senza conducente in California. Lo scorso 26 febbraio, le autorita’ dello Stato americano piu’ popoloso hanno approvato il loro regolamento in merito, autorizzando le prove senza la presenza di un operatore dietro il volante pronto a riprendere il controllo del veicolo in caso d’urgenza. Questa decisione apre la strada al lancio di una rete di taxi autonomi, notoriamente annunciata nel 2018 da Google e nel 2019 da General Motors.
Le nuove regole, che entreranno in vigore il 2 aprile, prevedono diverse misure di allerta. Le societa’ che intendono procedere a questi test dovranno chiedere una nuova autorizzazione al Department of Motor Vehicles (DMV). Dovranno anche attivare un sistema di controllo a distanza, con un operatore pronto a prendere i comandi, e con un “piano interattivo” con le forse dell’ordine, essenzialmente per permettere la disattivazione della funzione autonoma. Inoltre, ci sara’ bisogno di un’altra autorizzazione per trasportare dei passeggeri paganti.
L’allentamento dei vincoli e’ stato richiesto da parte delle aziende del settore. Che assicurano che questo potrebbe permettere loro di rendere piu’ veloci le loro prove. Potranno distribuire piu’ vetture sulle strade perche’ gli operatori, che devono ottenere uno specifico permesso, possano supervisionare diversi veicoli nello stesso tempo. “Cercheranno di controllare il robot da molto lontano, dice John Simpson, dell’organizzazione in difesa dei consumatori “Consumer Watchdog”-. Sara’ come un videogioco, solo che ci daranno delle vite in gioco”.
57 incidenti in quattro anni
La California si era dotata di un primo quadro normativo nel 2014. Che prevede la pubblicazione di un numero di “disimpegni”, cioe’ il numero di volte in cui il conducente si e’ sostituito al pilota automatico. Mentre la frequenza dell'intervento umano tende a diminuire, rimane alta per alcune aziende.
Dal 2014, 50 societa’ hanno ottenuto un permesso da parte del DMV. Ci sono i giganti della Silicon Valley, come Google, Apple e Uber; grandi costruttori di automobili, tra cui General Motors, Toyota e Volkswagen; e numerose start-up. La gran parte dei test sono fatti nella regione di San Franciso. In quattro anni, 57 incidenti sono stati segnalati, meta’ dei quali nel corso degli ultimi dodici mesi.
La California non e’ il primo Stato americano che non esige la presenza di un operatore a bordo di un veicolo autonomo. Prima ci sono stati il Michigan, il Nevada e l’Arizona. E’ in questi Stati vicini alla California che Google, attraverso la sua filiale di Waymo, ha effettuato a fine 2017 i suoi primi chilometri senza un operatore dietro il volante. A fine gennaio, Google ha ottenuto l’autorizzazione per un servizio di taxi robot.
General Motors assicura che seguira’ la stessa strada in diverse citta’ americane. “Altri progetti dovranno essere annunciati per il 2018 o 2019”, dice Egil Julissen, del gabinetto IHS Automotive. Queste piattaforme di trasporto presentano un vantaggio: “Conoscendo il punto di partenza e di arrivo, si puo’ determinare se il tragitto possa essere effettuato in modo autonomo”. Una limitazione che ricorda come il cammino sia ancora lungo.

(Articolo di Jérôme Marin, corrispondente da San Francisco, pubblicato sul quotidiano Le Monde del 01/03/2018)
 
 
 
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