Taxi e monopolio


Taxi, introvabili e cari. Un tormentone che va avanti da anni e da cui sembra che non se ne esca. Se qualcuno avesse ancora qualche dubbio sul fatto che la casta dei taxisti sia tale, forte ed inespugnabile, portiamo due esempi: un fatto e una proposta.

Il fatto
Giorgio Gori, sindaco di Bergamo fa sapere: “Bergamo ha 120 mila abitanti, oltre un milione di presenze turistiche, un aeroporto (Orio al Serio, ndr) da oltre 13 milioni di passeggeri a 5 chilometri dal centro. E solo 41 taxi autorizzati. A novembre – dopo il lungo stop dovuto al Covid – abbiamo chiesto alla Regione Lombardia il rilascio di 40 nuove concessioni… nessuna risposta. Nel frattempo, da oltre 4 anni è bloccato al ministero dei Trasporti il rilascio delle licenze Ncc (ndr: noleggio con conducente) che avevamo ottenuto dalla Provincia nel 2018, superando il ricorso dei tassisti. Abbiamo fatto il bando, abbiamo i nomi degli aggiudicatari, ma tutto è fermo a Roma”.

La proposta
L’unica, al momento, è’ quella dei partiti di opposizione Italia Viva, Azione e LibDem (2) per allargare il numero dei taxi e difendere i soldi già investiti dagli attuali taxisti: ogni titolare di licenza ne riceve un’altra gratuita che può cedere entro due anni, ricavandone un utile. Inoltre: tariffe flessibili e non fisse come oggi.

Insomma, i fatti sono quelli di Bergamo e la proposta è per rafforzare l’attuale monopolio di chi ha già una licenza e, di fatto, rafforzare la possibilità che le tariffe del servizio siano sempre care. Il mercato continuerebbe ad essere assente e controllato dalle attuali pessime offerte.

E’ bene ricordare che i taxi non sono un mezzo di trasporto per privilegiati, ma un mezzo pubblico, teoricamente più disponibile e preciso che non il classico bus/tram. La loro fruibilità serve a rendere più agibili le città, nonché aiutare i soggetti più deboli (persone con problemi di mobilità ed anziani), e rendere più raggiungibile tutto il territorio urbano. 

Anche in questo ambito, come è stato a suo tempo per gli esercizi commerciali, occorrerebbe una liberalizzazione legata solo alla volontà di chi vuole offrire il servizio. Vinca il migliore… che quelli che oggi si considerano migliori non agiscono per merito ma per rendita di posizione. Il metodo/fenomeno noto come Uber in tutto il mondo, è più che esplicativo per una soluzione semplice ed immediata.

Ci vengono in mente i luddisti, un movimento operaio del XIX secolo che, per contrastare l’avanzata della società industriale meccanizzata che faceva diminuire il numero di lavoratori, distruggevano le macchine. Cosa poi sia accaduto.. è noto a tutti.

Qui il video sul canale YouTube di Aduc
 

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