Gli studentati a cui viene concesso di razziare i fondi Pnrr ad esclusivo scopo di lucro

 
Chi ha un figlio che si è o sta per iscriversi ad un’università in una città diversa, ne è consapevole, ma non sembra altrettanto per le nostre autorità.

Stiamo parlando delle “case per gli studenti”, al secolo “studentati”. Luoghi in cui le matricole universitarie dovrebbero alloggiare trovando condizioni più favorevoli, economicamente e socialmente, rispetto al mercato immobiliare e alla nuova esperienza di studio che affrontano.

Ma che hanno una realtà diversa. 

Secondo l’Unione degli Universitari (Udu) i fondi europei stanziati agli enti pubblici finora dal Pnrr (piano nazionale di ripresa e resilienza) sono stati solo 77 milioni, per 9mila posti letto,  tre quarti dei quali privati e senza vincoli su canoni e destinazione a studenti nelle graduatorie degli enti per il diritto allo studio. Questo ha provocato, da parte della Commissione europea, delle richieste  di chiarimento che stanno ritardando l’erogazione della terza rata di questi fondi, 19 miliardi.
 
Gli studentati che ne stanno beneficiando sono strutture ben diverse dalle “case dello studente”. Sono luoghi esclusivi e totalizzanti con servizi su modello ospedale o casa di cura o albergo superaccessoriato,  in cui devi superare esami di ammissione per sentirti accettato nel “club” e, bene che ti vada, paghi anche fino a 1.500 euro al mese per un posto letto
.
I tempi stringono per le matricole che a settembre dovrebbero già avere un luogo in cui alloggiare. Nelle scorse settimane il problema è arrivato all’attenzione mediatica grazie ad alcune manifestazioni di studenti, ma la cosa è rimasta lì, con marginali iniziative delle amministrazioni di alcune città, ma con l’andazzo che è quello squallido che abbiamo sopra descritto.

Sembra quasi che siamo condannati a vivere in un Paese dove tutto ciò che l’amministrazione pubblica tocca, finisce in mani che dovrebbero essere sbagliate… e se non sono sbagliate le mani di chi agisce esclusivamente a scopo di lucro, usando fondi europei destinati ad altre finalità…. 

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

 

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