Multificio Firenze. Come non risolvere e farsi propaganda


Il consiglio comunale ha approvato, col voto anche dell’opposizione, una risoluzione in cui si chiede al Sindaco di informare i cittadini sull’uso della pec per la notifica delle multe al codice della strada, e agli stessi cittadini di chiedere la notifica via pec.
 Un metodo che, secondo i proponenti, dovrebbe porre un freno al multificio fiorentino (1).

Sulla materia, nel tempo, abbiamo avuto vari impegni dell’amministrazione che, però, nonostante il proprio alto livello di informatizzazione anagrafica, ha fatto sapere che non ce la fa a fare notifiche prima di due mesi. Poi ci sono stati i mugugni all’interno della maggioranza di Palazzo Vecchio (Italia Viva), ma sono finiti in scambio di favori di potere. Infine ci sono le opposizioni che vi prestano attenzione ma con non-proposte e qualche petardo virtuale lanciato a caso. Insomma, tutti intenti a cogliere l’occasione per farsi pubblicità.

E siamo arrivati alla risoluzione odierna sulla pec: l’alleanza governo e opposizione per  far credere di fare qualcosa e non affrontare il problema. Visto che la pec è obbligatoria solo per i soggetti con partita Iva (che già ricevono le notifiche delle multe su questa casella postale), proprio non ce li vediamo i cittadini che in massa vanno a segnalare al Comune la propria pec, sia perché non è obbligatorio, sia perché, quand’anche lo facessero, non esiste legittimità giuridica per tale notifica sia valida. E, ultimo ma non secondario, gli stessi inviti a dare la pec li faceva l’assessore ai Trasporti un’annetto fa, e nulla è stato fatto perché dalle parole si passasse ai fatti.. dove e come si fa questa segnalazione?

Insomma, fumo e parole allo stato puro e rarefatto. Con un unico obiettivo: propaganda di governo e opposizione sulla pelle dei multati, che continuano a ricevere caterve di multe e, i più informati, a fare ricorsi al giudice e vedendo riconosciute le proprie ragioni.

1 – notifiche dei verbali fatte almeno due mesi dopo l’infrazione (la legge stabilisce un tempo massimo di 90 giorni), e l’automobilista solo allora, dopo aver preso una caterva di multe, si accorge di aver commesso un’infrazione, che se l’avesse saputo prima avrebbe ovviamente modificato il proprio comportamento illecito. Tempi di notifica che hanno trasformato in drammi economici le multe prese essenzialmente per tempi scaduti per i permessi Ztl e autovelox (recenti rilevatori più sofisticati). Chi poi fa ricorso al giudice, abitualmente gli viene riconosciuta la ragione e paga solo la prima delle sanzioni seriali ricevute,

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

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