Leggi droghe. Di fronte al delirio occorre intervenire e legalizzare


Siamo in una sorta di delirio di applicazione delle attuali leggi sulle droghe. E’ di ieri una sentenza del Tribunale di Firenze dove due spacciatori, colti in flagranza di reato mercoledì 22 novembre, sono stati rimessi in libertà e gli sono stati restituiti i soldi che gli erano stati sequestrati. La polizia li aveva trovati con cocaina, crack, eroina e hashish e più di mille euro in contanti in tasca mentre vendevano la loro merce di fronte alla stazione SMN di Firenze, 

Giudicati per direttissima,  il Tribunale ha valutato che i fatti contestati sono di “gravità contenuta”. La Procura aveva chiesto il divieto di dimora in provincia di Firenze ma il Tribunale rileva “incidentalmente che la misura richiesta dalla magistratura inquirente non scongiurerebbe affatto l’ipotetico pericolo di reiterazione del reato (vale a dire l’accusa di detenzione ai fini di spaccio, ndr), limitandosi a trasferirlo in altro territorio” dato che “le occasioni non mancherebbero fuori dalla provincia fiorentina, anche solo a Prato o a Pisa”. Come mai il denaro viene restituito ai due presunti spacciatori irregolari? “Non ricorrono esigenze probatorie, assolte ampiamente dal verbale di sequestro”, dicono i giudici. (1)

Una storia di ordinaria follia di fronte alla quale i giudici sentenziano come meglio possono? Ci sta. Come sta di fatto che: 
– la polizia si sentirà frustrata e inutile nella propria azione; 
– i costi (polizia e giustizia) sono di dubbio uso per il bene pubblico; 
– gli spacciatori rimessi in libertà è probabile che continueranno la loro attività e che l’arresto e tutto il… resto accaduto l’altro giorno, si ripeterà; 
– chi acquisterà droghe da loro, magari per uno spinello, si vedrà offerte sostanze molto più remunerative per lo spacciatore e miscelate non certo da chi pensa a minor impatto sanitario del consumatore; 
– i grossisti di questi spacciatori, malavita più o meno organizzata e molto più pericolosa di questi due pusher, continueranno ad importare merci da tutto il mondo e a rifornire disperati come loro (i due sono senegalesi e irregolari per le leggi sull’immigrazione).

Insomma, ci sono tutti gli stereotipi possibili ed immaginabili dell’attuale mercato delle droghe illegali nel nostro Paese. Materiale per cui, proibizionisti di varia tacca, gridano allo scandalo e chiedono forca o cose del genere per tutti; spacciatori, trafficanti e consumatori. Situazione penale che abbiamo ampiamente sperimentato e che non solo non funziona, ma ci ha portato ad una miscela di norme, leggi e comportamenti dove quanto successo due giorni fa davanti alla stazione di Firenze e nelle aule del tribunale fiorentino, rasenta la normalità dei comportamenti.

A noi non sembra tanto normale e utile per il benessere generale ed individuale: quantomeno sperimentare, come stanno già facendo alcuni Paesi anche in Europa, forme di legalizzazione, potrebbe esser utile a farci capire se funziona. Tra l’altro, il nostro principale partner economico e sociale europeo, la Germania, sta per legalizzare la cannabis.

1 – Corriere  fiorentino

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