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Legalizzazione cannabis. Lo stato dell’arte nel mondo dopo alcuni flop e le nuove prospettive
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Articolo di Vincenzo Donvito
2 novembre 2020 11:37
 
  Nelle elezioni Usa si votano anche quattro referendum statali per la legalizzazione della cannabis ricreativa (1), mentre in Oregon per la depenalizzazione delle droghe cosiddette pesanti, a Wahansignt DC per la depemnaizzazione delle droghe psichedeliche e in Mississippi solo per la cannabis terapeutica.
Nei prossimi giorni vedremo i risultati. Allo stato dei fatti la cannabis ricreativa è legale in 11 Stati. Alcuni sondaggi di questi giorni in altri Stati mostrano consenso alla legalizzazione (2).
Le indicazioni sono di un’onda favorevole alla legalizzazione, viste anche le esperienze positive negli Stati in cui la riforma delle leggi è tale da diverso tempo, con ricadute positive su salute, ordine pubblico, imposte e business.
 Nel mondo, in generale, la situazione è in movimento verso la legalizzazione. Ma ci sono due battute d’arresto che vanno prese in considerazione: Nuova Zelanda e Germania.

Nello Stato del kiwi, il referendum che avrebbe dovuto impegnare il governo a presentare una proposta legalizzatrice in Parlamento, nelle elezioni dell’altro giorno che hanno visto il trionfo del Labour Party di Jacinda Ardern, è certo che non è stato approvato (nonostante, per esempio, sia stato approvato il referendum che ha legalizzato l’eutanasia).

In Germania, Il Parlamento federale ha respinto un disegno di legge del Partito dei Verdi per legalizzare un mercato della cannabis "strettamente controllato". Il rifiuto è arrivato nonostante la maggioranza dei membri del Bundestang sia di partiti che potrebbero essere d’accordo con un qualche tipo di riforma. Questo risultato si è ottenuto perché il socialdemocratici del SPD (che fuori del Parlamento dicono di essere favorevoli) hanno preferito votare contro per “disciplina di coalizione” coi loro partner di governo, l'alleanza cristiano-democratica di centro destra della cancelliera Angela Merkel. I liberaldemocratici del FDP si sono espressi a favore della legalizzazione, ma non sono stati d'accordo con il disegno che si votava: vorrebbero una "legge sulla libertà della cannabis" invece di una "legge sul controllo della cannabis" proposta dal Partito dei Verdi, che è "piena di regolamenti" che impedirebbero un futuro e funzionante mercato legale della marijuana. Scontati, ma insignificanti per una maggioranza, i voti della sinistra (Die Linke, a favore) e della destra estrema (Alternative für Deutschland, AfD contro).

Queste sono le novità di rilievo in queste ultime settimane che in qualche modo riguardano anche il nostro Paese. Paese in cui, al momento non si parla di legalizzazione della cannabis ricreativa e, anche per quella terapeutica già legale, ci sono grossi problemi di applicazione e attuazione delle norme.

Sicuramente quel che è accaduto in Germania è negativo per il movimento pro-legalizzazione. Tra socialdemocratici “disciplinati” e liberaldemocratici senza visione riformatrice (pur essendo il FDP per la liberalizzazione più che per la legalizzazione con massiccia presenza dello Stato, non crediamo possa essere difficile intravedere un percorso che passi anche attraverso la legalizzazione di Stato, un percorso riformatore, per l’appunto. Ma questo è solo il nostro pensiero e non quello degli equilibri e pruriti ideologici dei liberaldemocratici tedeschi). Facciamone tesoro non dimenticando l’obiettivo: levare le droghe oggi illegali dalla morsa della clandestinità.

Una considerazione che ci nasce dall’esperienza tedesca e quella neozelandese: le posizioni favorevoli alla legalizzazione sono trasversali rispetto agli schieramenti politici. Se ci sottoponiamo ai partiti, alcuni hanno altre priorità (Germania). Nel contempo (Nuova Zelanda), se si chiamano gli elettori a decidere, forse è meglio che decidano per un secco Sì o No alla legalizzazione, che non per poi affidarsi alla benevolenza dei partiti che formano la maggioranza di governo.
La legalizzazione delle droghe - oltre ad essere materia di vantaggi per salute, business, fisco e ordine pubblico - è materia di coscienza e di libertà individuale, come divorzio, aborto ed eutanasia. Libertà che va oltre gli schieramenti ideologici di parte e di governo. E forse è il caso che a decidere siano chiamati gli elettori.

Ora spettiamo i risultati Usa (dove, ad oggi, tutte le riforme in merito sono frutto di referendum) per poi valutare come e perché continuare per porre fine al dominio perverso (umano ed istituzionale) dell’illegalità.

NOTE
1 – Si vota in Arizona, Montana, South Dakota (anche per la terapeutica) e New Jersey.
2 - Kansas e New York
 
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