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Emergenza coronavirus. Quelli che non restano a casa: le conseguenze di una scelta egoista ed irresponsabile
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Articolo di Sara Astorino
18 marzo 2020 0:20
 
Ormai da diversi giorni tutta Italia è divenuta zona rossa.
Per evitare la diffusione ulteriore del contagio è stato necessario emanare numerosi decreti che hanno via via limitato e ridotto, almeno hanno tentato, numerose attività.
Contemporaneamente sui social si è diffuso l’hastag “io resto a casa” e, successivamente all’estensione della zona rossa, si sono moltiplicati i flash mob allo scopo di dimostrare la solidarietà ai medici, che sono tra le categorie impegnate in prima linea, e non solo.
Tutto questo potrebbe indurre a pensare che vi sia tra la popolazione la piena consapevolezza del rischio e che, anche se con difficoltà, tutti i cittadini si stiano impegnando a sacrificarsi prima per se stessi e poi per il bene comune.
Invece no.

Si assiste, in tutta Italia, ad una costante manifestazione di egoismo, ignoranza, stupidità e chi più ne ha ne metta.
Molti, tantissimi, cittadini stanno rispettando le regole e lo fanno con grande sacrificio ma altri, la definizione di queste persone viene lasciata al lettore, continuano a dimostrare una forma di totale menefreghismo.
Vediamo cosi parchi pieni di persone che, fregandosene delle regole, creano assembramenti oppure leggiamo sul giornale che violando le norme vanno a bere qualcosa e poi si ribaltano lungo la strada.
Poco importa a queste persone che si espongono ad un rischio e francamente se fossero gli unici a pagarne le conseguenze verrebbe da dire: fatti loro!

Purtroppo questo comportamento crea delle conseguenze a catena che si estendono a macchia d’olio.
Coinvolgendo un numero illimitato di persone.
I familiari che rischiano di essere contagiati, estranei che avrebbero bisogno per esigenze di salute di fare moto ma che rimangono in casa perché la medesima situazione gli espone più degli altri al contagio e le forze dell’ordine che sono chiamate a presidiare e ad avere contatti con numerose persone mettendo così in pericolo se stessi ed i propri familiari.
Vista la situazione sono stati emanati provvedimenti tanto dalla nostra Amministrazione centrale quanto da quelle periferiche.
Sono stati chiusi i parchi, un sentito grazie agli atleti da divano che fino a ieri non si sarebbero mai alzati dal loro amico divano ed oggi sono tutti a correre!, sono state sospese le attività e sono state previste delle sanzioni.

Vediamo quali sanzioni sono state previste e cosa rischia chi viola le regole.
Facendo una sorta di piccolo bignami precisiamo che verranno istituiti dei posti di blocco per impedire alle persone di muoversi laddove lo stiano facendo per motivi non consentiti. E’ possibile, a parere di chi scrive è doveroso, segnalare le violazioni tanto alla polizia municipale oppure alle altre forze dell’ordine.
A ciò si aggiunga che il D.L 23 Febbraio 2020 n. 6 prevede che, “ salvo che il fatto non costituisca più grave reato, il mancato rispetto delle disposte misure di contenimento è punito ai sensi dell’articolo 650 codice penale .”
Tale disposizione prevede che “chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall'Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d'ordine pubblico o d'igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a duecentosei euro”. Inoltre la violazione degli obblighi imposti dalle misure a carico dei gestori di pubblici esercizi o di attività commerciali è sanzionata altresì con la chiusura dell'esercizio o dell'attività da 5 a 30 giorni. 

Purtroppo questa norma è insufficiente poiché gli obblighi contenuti nel provvedimento sono sanzionati con il reato previsto dall’art. 650 cp mentre le raccomandazioni ivi contenute, che pure sono numerose, non sono punite!
Occorre assolutamente prevedere ulteriori sanzioni e punire severamente anche chi viola le raccomandazioni.
Abbiamo evidenziato prima che verranno istituiti dei posti di blocco che saranno organizzati dai Prefetti che hanno ricevuto esplicita autorizzazione di avvalersi, a tale scopo, delle forze di polizia, dei vigili del fuoco e delle forze armate
Una nota particolare va dedicata al monitoraggio sull’andamento degli isolamenti domiciliari che è affidata agli operatori sanitari che sono, altresì, incaricati della mappatura e della diffusione del virus.
Cosa possono controllare nei posti di blocco?
Deve essere verificata la veridicità delle autodichiarazioni.
Veridicità che potrà essere controllata anche successivamente al controllo.

Due considerazioni finali.
La prima: la violazione dell’art. 650 cp rimarrà sulla fedina penale.
La seconda: DENUNCIATE, fate le dovute segnalazioni.
Sia chiaro non è un invito a denunciare ogni cosa che non torna ma è un invito a denunciare qualunque circostanza rappresenti l’esplicita violazione del Decreto tipo le allegre comari che stamani chiacchieravano sotto le finestre di casa mia!
 
 
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