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Le classi degli altri. In Europa hanno tutti riaperto le scuole (o hanno un piano preciso per farlo), tranne l’Italia
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Articolo di Redazione
2 giugno 2020 10:30
 
 In Spagna il governo ha programmato al dettaglio il ritorno in aula a settembre. In Germania ogni Länder si organizzerà da sé ma tutti garantiranno lezioni dal vivo prima dell’estate. In Francia dal 2 giugno aperti tutti gli istituti, compresi i licei

 La riapertura delle scuole è una delle priorità dei governi europei, che hanno adottato decisioni diverse a seconda delle particolarità dei loro sistemi scolastici, della situazione dei contagi e delle classi di età degli alunni. Nessuno tra i grandi Paesi europei, tuttavia, ha deciso di mantenere chiusi gli istituti scolastici fino a settembre. 
Le ragioni sono principalmente due. Da un lato i governi sono preoccupati dall’impatto che una lunga assenza dai banchi di scuola possa avere sulla capacità di apprendimento dei più piccoli e sulla loro abitudine ad avere interazioni con i coetanei; dall’altro, dover badare ai figli sta cominciando a diventare un problema per i genitori che lavorano.

Francia
La Francia ha cominciato a riaprire le scuole a partire dall’11 maggio, dopo avere deciso di chiuderle nonostante il parere contrario del ministro dell’Istruzione, Jean-Michel Blanquer. La riapertura, tuttavia, era graduale: soltanto l’equivalente delle nostre elementari e degli asili nido ha potuto riammettere gli alunni in classe, mentre le scuole medie hanno cominciato a riaprire a partire dal 18 maggio.
In entrambi i casi, a decidere se riaprire o meno le scuole sono stati i sindaci, che hanno ottenuto carta bianca dal governo in materia.
Il ministro dell’Istruzione ha annunciato che dal 2 giugno potranno riaprire tutte le scuole, compresi i licei. Secondo i dati forniti dal ministero, circa l’80% dei comuni ha finora autorizzato la riapertura delle scuole, e ci si aspetta che il numero salga fino ad arrivare al 100% nelle prime due settimane di giugno.
Tuttavia, questo non implica che la maggior parte degli alunni tornerà automaticamente a scuola. Il protocollo sanitario è molto rigido: almeno un metro tra gli alunni e massimo 15 studenti per classe. Proprio per questo il ritorno in classe non è obbligatorio, ma facoltativo, anche se consigliato per i bambini più piccoli. 
A causa di queste restrizioni, secondo i dati riportati dal quotidiano "Le Monde", soltanto il 20% degli studenti di materne ed elementari è tornato a scuola, una cifra che aumenta leggermente (30%) per le scuole medie: «Vorremmo che i bambini tornassero a scuola, non sempre ci stiamo riuscendo», ha ammesso Jean-Michel Blanquer.
«È l’inferno, riceviamo delle telefonate insistenti, spesso aggressive, da genitori che vogliono mandare i loro figli a scuola. Siamo costretti a dire di no molte volte, non possiamo inventarci dei posti in più che non abbiamo», ha detto la direttrice di una scuola parigina a Ouest France.  
Per cercare di risolvere la situazione, e aumentare la frequenza in classe, il governo ha previsto una serie di attività esterne agli istituti e ha incoraggiato le scuole a prevedere delle rotazioni per provare a garantire la presenza «almeno un paio di giorni» alla settimana, quando non è possibile un ritorno alla normalità: «L’obiettivo è permettere agli studenti di frequentare la scuola in un regime simile al part-time», ha detto Blanquer.
In ogni caso, ha confermato il ministro dell’Istruzione, i protocolli sanitari saranno in vigore fino al 4 luglio, data di inizio delle vacanze. La scuola tornerà a essere obbligatoria a partire da settembre.

Germania
Dal 4 maggio hanno ricominciato gradualmente a riaprire le scuole per gli alunni che devono terminare il ciclo scolastico. Quindi gli studenti del quarto anno (sesto per chi vive a Berlino o Brandeburgo) del Grundschule (elementari), e ultimo anno dei tre tipi di istituti superiori: Gymnasium, Realschule, Hauptschule. 
Il governo tedesco ha dato delle indicazioni di massima: dimezzare le dimensioni delle classi fino a un massimo di dieci alunni, scaglionare pause e intervalli e rendere i corridoi a senso unico per evitare assembramenti. Gli spazi in comune dovranno essere areati in continuazione e sia studenti che insegnanti dovranno indossare le mascherine.
La riapertura è stata scaglionata e diversificata nei diversi Länder. A Berlino, già da fine di maggio, tutti gli alunni sono tornati a scuola, ma con un numero ridotto di ore in classe. Mentre nel Brandeburgo entro le vacanze estive, a tutti gli alunni sarà permesso di tornare a scuola ma le lezioni si baseranno su una rotazione giornaliera o settimanale.
In Baviera è tornata a scuola circa la metà dei ragazzi, divisi per tutte le fasce d’età. Nello Schleswig-Holstein sono tornati in classe dalla prima alla terza elementare e dall’ottavo al decimo anno del Gymnasium. 
Il quotidiano "Süddeutsche Zeitung" riporta l’annuncio della ministra della scuola del Länder Renania Settentrionale-Vestfalia, Yvonne Gebauer, che ha assicurato il corretto svolgimento degli esami scritti della maturità rinviati di tre settimane a causa della pandemia. Gli esami si sono svolti senza problemi il 26 maggio e circa 88mila alunni hanno ottenuto il diploma di maturità, rispettando le norme igieniche.

Spagna
Le scuole sono state aperte parzialmente dal 26 maggio ma solo per far fare agli studenti gli esami di Stato. Il governo spagnolo ha pensato a ogni dettaglio per settembre, come riporta il quotidiano "El Pais".
Ogni mattina gli studenti dovranno farsi misurare la febbre prima di entrare e non potranno portare con loro sui mezzi cuffie, palline o altri oggetti che potrebbero contenere in superficie particelle di virus.
Il governo consiglia ai ragazzi di andare a scuola in bici o a piedi. Sullo scuolabus i posti saranno distribuiti a scacchiera. Per i genitori ci sarà il divieto assoluto di assembramento all’entrata.
L’accesso a scuola sarà scaglionato, e per terra verranno segnalati i percorsi di entrata e uscita. Sarà obbligatorio lavarsi le mani prima di entrare e gli spazi scolastici saranno disinfettati tre volte al giorno
Gli studenti spagnoli dovranno indossare sempre la mascherina ogni volta che non potranno essere mantenuti i due metri di distanza. E non potranno essere più di 15 in classe con i banchi sempre distanti due metri.
Quindi ci saranno più classi ricavate da spazi di proprietà dei vari comuni. In ogni aula dovranno esserci solo gli oggetti essenziali. Saranno vietati i lavori di gruppo e l’attività fisica sarà fatta il più possibile all’aperto e non nelle palestre.
Le ricreazioni saranno invece scaglionate: piccoli gruppi si alterneranno andando a giocare nel cortile, e gli insegnanti o gli aiutanti in servizio dovranno monitorare il rispetto delle misure di prevenzione e igiene. Una volta terminata la ricreazione, gli studenti dovranno lavarsi le mani e spruzzarle di gel prima di rientrare in classe.
Niente mensa: fino alla terza elementare si mangia in classe. Per le classi degli anni successivi, si potrà andare in mensa in piccoli gruppi mantenendo sempre la distanza di due metri.

Portogallo
Il 18 maggio sono tornati a scuola gli studenti delle scuole secondarie del penultimo e ultimo anno (undicesimo dodicesimo). Gli esami di Stato si svolgeranno senza particolari modifiche: saranno mantenuti gli scritti tradizionali di 2 ore, ma gli studenti dovranno fare gli esami in spazi ampi come auditorium e padiglioni per garantire la distanza
Il governo obbliga ogni alunno a disinfettare le mani all’ingresso e a indossare la mascherina durante lezioni ed esami. I ragazzi potranno toglierla solo temporaneamente su richiesta dell’insegnante per farsi identificare.

Grecia
In Grecia c’è stata una graduale riapertura delle scuole medie e superiori. L’11 maggio sono tornati in classe i ragazzi che frequentano l’ultimo anno liceo, il 18 maggio tutti gli studenti delle medie e i rimanenti del liceo. Mentre le scuole primarie e gli asili nido sono aperti dal primo giugno.

Danimarca
La Danimarca che è stata la prima ad aprire il 15 aprile gli asili nido, le scuole materne, elementari e medie. Il 18 maggio ha riaperto le superiori solo per i maturandi. Tutti gli altri seguono le lezioni online. La settimana scorsa le scuole hanno ridotto la distanza tra i banchi a un metro dai due metri fissati a metà aprile.
Ogni classe è stata divisa in più aule così da contenere il numero degli alunni (massimo 5 bambini per nidi e materne e massimo 10 per le elementari e medie. Per questo il governo ha assunto più professori, richiamando gli insegnanti in cassa integrazione.
Gli studenti devono lavarsi le mani a ogni starnuto di un compagno e dovranno portarsi l’astuccio (compresi penne e matite) da casa per evitare di scambiarlo con altri bambini. I bambini danesi a scuola non posso darsi la mano, il cinque o i baci sulla guancia. Le uscite sono scaglionate in orari diversi per evitare assembramenti.

(articolo di Europea/Linkiesta del 02/06/2020)
 
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