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Cannabis legale. Il salto turistico in avanti della Thailandia
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Articolo di Redazione
27 luglio 2019 9:18
 
La Thailandia, l'ultimo Paese che ha riformato le leggi sulla cannabis (insieme a Israele, il giorno di Natale, come "dono" al popolo thailandese), ha perso poco tempo e si è mosso dove altri governi nazionali finora sono stati lenti, o quasi. Come alcuni avevano auspicato, Pipat Ratchakitprakan, il nuovo ministro del Turismo e dello Sport, ha in programma di promuovere il turismo della marijuana medica come parte di un piano più ampio per attirare turisti stranieri.
Un motivo in più per coloro che stanno pensando di pianificare la propria vacanza thailandese: i pacchetti di viaggio includeranno probabilmente anche altri approcci rispetto alla medicina tradizionale thailandese, per esempio la combinazione di cannabis medica e massaggio.
Insieme alle riforme della cannabis, il Paese prevede anche di incoraggiare le app per l’affitto e la condivisione delle case (legalizzandole) e gestire le cresciute esigenze di alloggio e di viaggio dei turisti stranieri che vengono per il sole, la cannabis e il relax. La Thailandia sta cercando di ottenere vantaggi facendo business sul turismo internazionale della cannabis, e probabilmente sarà un buon modello per altre nazioni.

Tour e pacchetti benessere
La Thailandia spera chiaramente di attrarre nordamericani ed europei. Soprattutto perché, in Usa, al di fuori della California e forse del Nevada, non esiste ancora un vero "benessere legato alla cannabis" o movimento turistico in nessun Paese. In Europa, l'attenzione non si è ancora concentrata sul turismo del settore oltre, ovviamente, al vecchio “mordi e fuggi” in Olanda ed a Barcellona.
Indipendentemente dalle potenzialità della Grecia - l'unico altro Paese da poco arrivato tra quelli legalizzatori, oltre alla potenzialità di luoghi come la Croazia - l'Europa è su una strada più lenta.

Iniziative locali di “benessere da cannabis”
L'idea del “benessere da cannabis” sta coinvolgendo l'Europa con ritmi diversi. Aggiunto al turismo, questo “benessere” è ancora un po' una bestia strana (anche se probabilmente non per molto).
Anche in Lussemburgo, ad esempio, mentre il Paese ha instradato le riforme sulla cannabis ricreativa su una corsia preferenziale, l’attrazione dei turisti dai Paesi vicini non è contemplata tra le iniziative (ufficiali). Al omento sta solo osservando chi sono i suoi vicini potenziali turisti.
Il lussemburgo si sta specializzando per creare, come la Thailandia, un mercato turistico man mano che cresce il mercato globale della medicina e del benessere legati alla cannabis.
Tuttavia, questo non è l'unico luogo in cui il mercato thailandese avrà probabilmente un impatto: è inevitabile che questo possa coinvolgere tutti i mercati occidentali di turismo medico. È molto più economico ottenere un massaggio thailandese con cannabis in loco che non volare fino a Bangkok per lo stesso servizio.
Ciò che ha origine in Thailandia, in altre parole, probabilmente avrà anche un'enorme influenza sulle iniziative nei mercati legalizzati dove c’è già un business dei massaggi thailandesi.
Qualcuno è al corrente delle saune tedesche?

(articolo di Marguerite Arnold pubblicato sulla rivista della ICBC – International Business Cannabis Conference – del 26/07/2019)
 
 
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