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Cambiamento climatico. 'I costi della non-azione sono troppo grandi'
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Articolo di Redazione
27 novembre 2018 12:37
 
 Cicloni, canicole, incendi, inondazioni. E se tutti questi potenziali effetti del riscaldamento climatico si manifestassero nello stesso momento in uno stesso luogo? Questa prospettiva degna di un film catastrofista potrebbe diventare realtà da qui alla fine del secolo, dice uno studio pubblicato sulla rivista “Nature Climate Change”. Con questa possibilità, alcune regioni del mondo potrebbero dover far fronte a sei disastri climatici simultanei. Un futuro potenziale per il quale le nostre società non sono preparate. Michael Kantart è ricercatore al dipartimento delle Piante tropicali e della scienza dei suoli all’Università di Hawaii, in Usa. E’ anche uno dei due autori di questo studio, da cui emergono questi inquietanti risultati.

Domanda. E’ rimasto sorpreso per le conclusioni del suo lavoro?
Risposta. Mi stono stupito di vedere a che punto le popolazioni sono state già coinvolte dal cambiamento climatico, e che tutte le regioni del mondo ne sono coinvolte. Le emissioni di gas ad effetto serra responsabili di questi impatti, comunque già conosciuti, e sono il risultato delle attività umane.
D. Cos’è che colpisce di più: le conseguenze esistenti o il potenziale futuro delle catastrofi simultanee?
R. Quello che mi ha più colpito, è come gli effetti della deregolamentazione del clima si cumulano e a che punto essi potrebbero molto variare nel futuro. Si nota un aumento dei fenomeni di sovrapposizione ed una costante frequenza di eventi estremi nei modelli di previsione. Essi dimostrano come dobbiamo doverci adattare. Le regioni non hanno le stesse capacità di adattamento. Esse subiranno quindi le conseguenze del riscaldamento più o meno fortemente.
D. I suoi risultati mostrano che c’è da aspettarsi, entro la fine del secolo, un crollo degli ecosistemi planetari?
R. No, ma devo ammettere che abbiamo raggiunto uno stadio dove lo status quo non è più un’opzione praticabile. I costi della non-azione sono troppo grandi. Dobbiamo fare uno sforzo concertato per mantenere l’ambiente in condizioni che permettano all’umanità e alla biodiversità mondiale di sopravvivere.

(intervista di Aude Massiot, pubblicata sul quotidiano Libération del 27/11/2018)
 
 
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