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Biodiversità. Siamo entrati nella sesta estinzione di massa?
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Articolo di Redazione
14 novembre 2019 10:48
 
Negli ultimi anni, la biodiversità è uno degli argomenti di punta dei media. Unabidiversità che starebbe cadendo a pezzi. In 40 anni, le popolazioni di vertebrati selvatici è diminuita del 60%, secondo il WWF. Al punto di dire che l'umanità sta causando la sesta estinzione di massa? Gilles Boeuf, presidente del consiglio scientifico dell'Agenzia francese per la biodiversità, biologo e professore all’Università la Sorbonne di Paris, ci dice la sua opinione.

Ogni anno, migliaia di specie scompaiono a causa delle attività umane. Tuttavia, la biodiversità conosciuta è di 2 milioni di specie ed è stimata in 20 milioni! Quindi, possiamo davvero parlare di una sesta estinzione di massa? Secondo Gilles Boeuf, non ancora ... Ma "potremmo viverla domani". Per ora "c'è un crollo del numero di individui nelle popolazioni viventi", vale a dire che le specie non sono sparite del tutto, ma sono sulla buona strada per farlo.
Ad esempio, la popolazione dei leoni è diminuita del 40%. Se questo calo continua in questo modo, i leoni potrebbero funzionalmente estinguersi, il che significa che non rimarrebbero abbastanza individui perché la specie possa svolgere il suo ruolo all'interno del suo ecosistema. D'altra parte, il termine estinzione funzionale si riferisce alla capacità riproduttiva: al di sotto di un certo numero di individui, una specie non ha più una diversità genetica sufficiente per riprodursi correttamente. Ecco come uccide la consanguineità.

Le carte si rimescolano
"L'ecosistema funziona con tutti", afferma Gilles Boeuf. Di conseguenza, le estinzioni delle specie assomigliano al famoso gioco del domino. Un'estinzione ne provoca un'altra, che porta alla successiva e così via. E questo disastroso processo può essere particolarmente rapido, specialmente nel caso delle specie "chiave di volta", che sono i pilastri di un determinato ecosistema. Il gioco poi cambia, i domino vengono scambiati per il castello di carte.
"Costerà molto. Prima molta sofferenza e poi molti soldi", dice il nostro interlocutore. Comunque ... È risaputo che il denaro cresce sugli alberi e, a differenza di frutta e verdura, non ha bisogno di essere impollinato dagli insetti in via di estinzione.

(articolo di Éléonore Solé, pubblicato su Futura-Planète del 13/11/2019)
 
 
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