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Notizia
17 aprile 2003 18:32
Un team di ricercatori del Dana Farber Cancer Institute ha scoperto che in alcuni casi, il trapianto di cellule staminali da donatrici femmine verso pazienti maschi, puo' innescare la reazione di un particolare gene maschile, chiamato DBY, provocando l'attacco del sistema immunitario.
Emmanuel Zorn, autore della ricerca, ha fatto sapere che i risultati dello studio verranno pubblicati nel Proceedings for the 2003 Annual Meeting of the American Association for Cancer Research (AACR).
Lo studio e' nato dalla necessita' di analizzare le anomalie verificatesi in alcuni casi di leucemia, dove pazienti maschi avevano appunto ricevuto iniezioni di staminali da donatrici femmine.
L'attacco del sistema immunitario ha degli aspetti sia negativi che positivi. Da un lato, i linfociti (sani) del donatore sono in grado di localizzare e distruggere le cellule cancerogene residue. Dall'altro pero', la reazione puo' innescare ulteriori complicazioni, spesso note con il nome di "rigetto" o graft-vs-host disease, in cui i globuli bianchi attaccano i tessuti sani del paziente. Zorn, che ha ricevuto il premio AACR Scholar-in-Training Award, sostiene che la nuova scoperta permettera' ai medici di capire meglio il funzionamento dell'organismo umano di fronte alle immissioni esterne, e che in futuro, si potranno migliorare le tecniche di trapianto.
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