
Il trapianto di trachea funziona, e due anni dopo l'intervento il primo paziente, un ragazzino di 11 anni, ha una vita normale. Lo afferma un articolo su Lancet pubblicato dai chirurghi, fra cui l'italiano Paolo Macchiarini, che hanno effettuato l'operazione. Il bimbo era nato con una stenosi tracheale, una patologia che fa si' che la trachea sia troppo sottile, ed e' stato operato al Great Ormond Street Hospital di Londra utilizzando la trachea di un donatore italiano. Dall'organo erano state eliminate le cellule lasciando uno scheletro su cui erano state fatte crescere le staminali del ricevente.
Dopo due anni, scrive la rivista, il ragazzo respira normalmente, va a scuola ed e' cresciuto di 11 centimetri e non ha bisogno di terapie antirigetto. Secondo la rivista il successo del trattamento dovrebbe stimolare una maggiore ricerca nel campo, per riuscire a farlo diventare una procedura di routine: "Per diminuire il tempo necessario all'intervento abbiamo bypassato la procedura normale che prevede di far crescere le cellule in laboratorio, preferendo coltivarle direttamente nel corpo del ricevente - spiega Martin Birchall dell'University College di Londra, uno degli autori dell'intervento - abbiamo bisogno pero' di piu' studi su come le staminali crescono all'interno dell'organismo per poter convertire questo primo successo in un trattamento disponibile a tutti".