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 ITALIA - ITALIA - Tossicodipendenti e carcere. Plauso della Fict a iniziativa ministro Riccardi
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Notizia 
11 maggio 2012 16:51
 
La Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche (FICT) saluta con grande entusiasmo l’iniziativa del Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione, sulla scorta dell’attività del Dipartimento Politiche Antidroga, volta ad incrementare il ricorso alle misure alternative alla carcerazione delle persone tossicodipendenti.
La Federazione, da sempre, si è fatta promotrice e sostenitrice di una politica in tal senso nei confronti delle persone detenute con problematiche legate alla tossicodipendenza. La quasi totalità dei Centri aderenti alla Federazione accoglie persone provenienti dal Carcere attuando, laddove possibile, interventi più o meno strutturati agli interni degli Istituti penitenziari in risposta a quell’orientamento politico che riconosce la necessità di “liberare dal carcere” il tossicodipendente.
Ed è per questo motivo, e con questi intendimenti, che la Federazione ha partecipato a tutte le occasioni istituzionali organizzate, dalla Conferenza di Trieste del 2009 al Salone della Giustizia di Rimini del 2009, rappresentando come fosse necessario navigare nella direzione che ora il Governo intende adottare nei confronti dei tossicodipendenti detenuti.
I propositi del Ministro Riccardi confermano quanto da noi asserito alla Conferenza nazionale sulle Droghe di Trieste, laddove invocavamo un ricorso importante alle misure alternative con la collaborazione di tutti i soggetti delle rete sociale.
Ma ancor più ci preme sottolineare il valore della volontà di incoraggiare tutti quei progetti che si realizzano già nella fase del processo per direttissima che vedono coinvolti i servizi pubblici e le comunità del privato sociale. Progetti che, oltre a ridurre sensibilmente il sovraffollamento carcerario, evitano il passaggio inframurario del tossicodipendente. I nostri Centri hanno sempre contribuito al sorgere di tali iniziative, come ad esempio il Centro di Genova che ha investito forti risorse professionali affinché l’idea fatta, non solo si concepisse, ma si affermasse introducendo una cultura giudiziaria stabile di sostegno ai percorsi di cura.
Gli intendimenti del Ministro rappresentano una risposta seria e concreta ad un bisogno che concretizza, da sempre, un’emergenza a cui si rischia di reagire solo con temporanea emotività.
Posto, dunque, che sia il sovraffollamento carcerario che il passaggio carcerario del tossicodipendente rappresentano problemi stabili, recidivanti e di clamore intermittente, riteniamo di sostenere ed incoraggiare iniziative che siano altrettanto stabili e durature, frutto di una politica illuminata e responsabile nei confronti dei cittadini: sia di quelli con problematiche tossicomaniche che di quelli che stanno loro intorno e che devono accoglierli.
Ci preme, quindi, chiudere ricordando al Ministro Riccardi che la strada che intende intraprendere passa anche attraverso una valutazione della legge ex-cirielli il cui mantenimento nell’attuale formulazione, rischia di rendere difficoltoso il cammino.

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