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 FRANCIA - FRANCIA - Staminali e sclerosi multipla. Primo studio clinico di fase II
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11 ottobre 2012 11:32
 
Al via il primo studio clinico di fase II al mondo mirato a studiare la sicurezza e l'efficacia dell'uso delle cellule staminali mesenchimali contro la sclerosi multipla (Sm). A presentare il progetto in occasione del 28esimo Congresso dell'European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis (Ectrims) in corso a Lione e' stato Antonio Uccelli, responsabile del Centro per lo studio e la cura della Sm e malattie demielinizzanti dell'universita' di Genova, in una sessione dal titolo suggestivo: "From dreams to reality", dai sogni alla realta'.

Un passo in avanti verso la conferma che le staminali funzionano davvero contro la sclerosi multipla, dunque, "anche se dobbiamo subito specificare che potranno essere impiegate solamente in quei pazienti che hanno tessuti nervosi non ancora completamente danneggiati", tiene a precisare l'esperto parlando all'Adnkronos Salute e scegliendo un esempio per chiarire il concetto: "Quando un bosco si infiamma, e il bosco in questo caso e' il sistema nervoso del paziente affetto da sclerosi multipla - spiega - non e' piu' possibile intervenire.
Invece, quando l'incendio ancora non si e' esteso, pensiamo sia possibile 'spegnere' l'infiammazione grazie alle cellule staminali mesenchimali estratte dal midollo osseo del paziente stesso e speriamo di confermare che esse hanno anche una funzione protettiva e riparativa dei nervi".

Il trial arruolera' 160 malati di sclerosi che non hanno risposto alle terapie disponibili. Si mira, insieme con gli esperti di Francia, Spagna, Gran Bretagna, Danimarca, Svezia, Svizzera, Australia e Canada, a "concludere l'arruolamento entro la fine del 2013 e ad avere i primi risultati a meta' del 2015". Se positivi, si passera' alla fase III.
"Gli studi eseguiti nei nostri laboratori - prosegue Uccelli - sono stati i primi, nel 2005, a dimostrare l'efficacia di questo trattamento su modello animale. Un risultato che e' stato confermato da altri laboratori e che ha creato consenso per far si' che ci fosse un razionale consistente per procedere con la sperimentazione sull'uomo. La fase I ha valutato soprattutto la sicurezza del trattamento. L'obiettivo della fase II e' di arrivare a dare una risposta definitiva alla domanda se le cellule staminali mesenchimali funzionano realmente contro questa malattia. In caso di risposta negativa, speriamo almeno di mettere fine al turismo della speranza, dove conta solo la carta di credito dei pazienti disperati in cerca di cure miracolose".

La convinzione degli studiosi e' che "le cellule staminali non solo facciano immunomodulazione, cioe' blocchino l'auto-aggressione del sistema immunitario al sistema nervoso. Questo, infatti, e' quello che fanno i farmaci attualmente utilizzati contro la sclerosi multipla. Vogliamo dimostrare che queste cellule hanno un valore aggiunto e cioe' sono anche in grado di rilasciare fattori protettivi dei tessuti e che favoriscono la riparazione. Non, ribadisco, la rigenerazione di tessuti ormai danneggiati".

Lo studio italiano, condotto in doppio cieco, e' stato finanziato dalla Fism con circa un milione di euro e gli scienziati italiani si sono uniti con quelli delle altre 9 Nazioni per evitare "piccoli studi frammentati. Ci siamo incontrati a Parigi nel 2009 per porre nuovi paletti nell'esecuzione di questo tipo di trial accademici".

 
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