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In occasione del 14 giugno, giornata mondiale del donatore di sangue, l'ospedale Sacco di Milano annuncia che a partire da questo mese sara' possibile effettuare la donazione del sangue del cordone ombelicale presso la struttura.
'Un gesto di straordinaria importanza - sottolinea il direttore generale Alberto Scanni - che oggi puo' salvare la vita di tante persone e da cui ci si attendono nuove possibilita' in futuro, quando la ricerca nel campo delle staminali permettera' di estendere il raggio d'azione', ad oggi 'limitato' alla cura delle talassemie, di certe leucemie e di alcune malattie metaboliche.
'La donazione non comporta alcun disagio ne' per le partorienti ne' per il bambino - spiega Irene Cetin, primario di ostetricia e ginecologia del Sacco - il prelievo avviene in sala parto immediatamente dopo la chiusura e la recisione del cordone ombelicale quando il neonato e' gia' stato affidato alle cure dell'ostetrica e del pediatra. Il nostro auspicio e' che ogni donna chepartorira' al Sacco accetti di donare il cordone ombelicale'.
'Questa donazione ha finalita' solidaristiche - prosegue Cetin - ma se in futuro ci fosse la necessita' di ricorrere alle cellule staminali del sangue del proprio cordone ombelicale, potra' esserne fatta richiesta. Eventualita' che presuppone ovviamente la disponibilita' futura di questo sangue, (ma le probabilita' sono comunque elevate'.
Al Sacco ci si attende che circa il 20% delle partorienti decidera' di partecipare alla donazione. 'Attraverso il cordone non si possono raccogliere piu' di 100 ml di sangue - conclude l'esperta - una quantita' che permette di curare i bambini ma non gli adulti. Per superare questo ostacolo, oggi si trapiantano due sacche allo stesso paziente o vengono coltivate cellule staminali in laboratorio per aumentarne il numero prima del trapianto'.