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 ITALIA - ITALIA - Sondaggio: 81% degli italiani dalla parte di Englaro. Ma i senatori cattolici non ci stanno
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Notizia 
16 luglio 2008 0:00
 
Otto italiani su dieci si dichiarano favorevoli alla sospensione dell'alimentazione e idratazione artificiale per Eluana Englaro. E' quanto emerge da un sondaggio condotto da Swg per Donna Moderna, il settimanale diretto da Patrizia Avoledo e Cipriana Dall'Orto in edicola giovedí 17 luglio, su un campione rappresentativo della popolazione di 200 soggetti di età compresa tra i 18 e i 64 anni. Nello specifico i risultati parlano di un 81% favorevole e di un 19% contrario.  

SENATORI CATTOLICI CONTRO LA MAGISTRATURA -
La Giunta del regolamento del Senato, che si e' riunita oggi pomeriggio, ha accolto la proposta del presidente Renato Schifani di deferire alla commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama la questione di un eventuale conflitto di attribuzione da sollevare tra il Senato della Repubblica e la Corte di Cassazione in merito alla vicenda di Eluana Englaro. Ovviamente la delibera definitiva, dopo l'esame della prima commissione, spettera' all'assemblea di Palazzo Madama. Come e' noto il riferimento e' alla sentenza che ha autorizzato la sospensione del trattamento di idratazione e alimentazione nei confronti di Eluana Englaro.   

'Io procedero' sempre come ho proceduto finora e cioe' con il massimo rigore. Posso replicare alle cose umane ma non a quelle giuridiche'. Lo ha detto all'ANSA Beppino Englaro, il padre di Eluana. 'Oramai mi preoccupa tutto e niente', ha spiegato al telefono il signor Englaro. 'Ognuno deve rispondere per quel che fa e per quel che mette in piedi. - ha proseguito - Io rispondo del mio operato e gli altri del loro'. Beppino Englaro, riguardo all'avvio delle procedure per sollevare il conflitto di attribuzione ha ripetuto ancora: 'le cose umane me le vedo da me, quelle giuridiche il mio avvocato, Vittorio Angiolini, e la curatrice speciale di Eluana, l'avvocato Franca Alessio'. Quanto alle continue polemiche che sono sorte attorno alla vicenda, papa' Beppino ha affermato: 'non mi lasceranno mai, purtroppo e' cosi', ma io non mi lascio tirare dentro. Ho ritenuto solo opportuno replicare al cardinal Bagnasco e basta. Non ho replicato a nessun altro'.  

"Per il momento non cambia niente. Noi andiamo avanti, e la famiglia di Eluana porra' in atto la sentenza della Cassazione, sospendendo l'alimentazione della figlia quando lo riterra' opportuno". L'avvocato della famiglia Englaro, Vittorio Angiolini, spiega all'Agi che la decisione della Commissione Affari Costituzionali del Senato di sollevare un conflitto d'attribuzione tra Palazzo Madama e la Cassazione sul caso di Eluana non sposta di una virgola i progetti della famiglia: dopo 16 anni di attesa, la sentenza della Cassazione "rimane esecutiva, a meno che non la blocchi la Consulta in attesa della sentenza, cosa che non e' mai successa". Angiolini usa parole forti per commentare l'iniziativa del Senato. "Sono stupito dal presidente Schifani, che mobilita il Senato per questa vicenda: l'istituzione non ha piu' rispetto di se' stessa. Loro dicono che non c'e' la legge, ma dov'era il Senato negli ultimi 16 anni, da quando Eluana ha avuto l'incidente? Sollevando il conflitto di attribuzione, il Senato stesso si autoaccusa di inerzia, non avendo fatto una legge necessaria". Ma il tutto, secondo il legale, ha piu' finalita' politiche che pratiche: "In un celebre caso precedente di conflitto di attribuzione, quello sulla grazia, la Consulta decise dopo 5 mesi. E' chiaro che i tempi sono molto lunghi, mi domando qual'e' l'obiettivo dei promotori dell'iniziativa. Tra l'altro si attacca la Cassazione, che mi pare fuori luogo. Mi dispiace, perche' stanno trasformando questo caso in un carnevale". 

COMMENTI


'Il Parlamento faccia quello che crede. Alla Cassazione era stata posta una domanda di giustizia e noi l'abbiamo resa. Credo che ora su questa vicenda bisogna fare un po' di silenzio'.Cosi' Maria Gabriella Luccioli, presidente del collegio della Cassazione che si pronuncio' sul caso di Eluana Englaro , risponde a chi la interpella sulla prospettiva che il Senato sollevi conflitto di attribuzione con la Suprema Corte per quella sentenza.   
Sull'iniziativa del Senato, che non avrebbe alcun precedente, Luccioli non vuole dire molto di piu'.'Ciascuno si muove nell'ambito del suo ruolo. Noi abbiamo detto quello che c'era da dire; i magistrati di Milano hanno scritto in sentenza le loro motivazioni; i politici assumano tutte le determinazioni che ritengono, cosi' come sta facendo la Chiesa: ognuno ha diritto a far ricorso a tutti gli strumenti che possono essere esperiti', conclude, ribadendo la sua convinzione che su questo caso debba calare il 'silenzio'.

"Beppino Englaro e' venuto in tribunale a chiedere cosa fare, non e' andato in una basilica. Se fosse andato in chiesa avrebbe avuto forse una risposta diversa". Lo ha detto in un'intervista a 'La Repubblica', diretto da Ezio Mauro, il presidente della prima sezione civile della Corte d'appello di Milano che ha firmato la sentenza su Eluana Englaro, Giuseppe Patrone.  "Le sessanta pagine di decreto - ha continuato Patrone - rispondono a una domanda che ci ha fatto un uomo, un padre, che aveva il diritto a rivolgersi alla giustizia. E noi avevamo il dovere di dargli una risposta. Soprattutto dopo che la Cassazione aveva tracciato una strada netta accogliendo i ricorsi del signor Englaro e della curatrice speciale di Eluana. La nostra decisione e' solo la logica conseguenza di quella sentenza, scritta con molta sensibilita' da una donna".  "Proprio parlando con il signor Englaro - ha proseguito Patrone - abbiamo potuto capire che si', c'e' una formazione cattolica, ma Eluana non era una praticante, anzi, il suo spirito indipendente si manifestava anche con un rapporto di critica ad alcune posizioni della Chiesa".    

"Forse Eluana ha bisogno della conversione di suo padre per far si' che la sua dipartita da questo mondo avvenga in modo spontaneo e senza alcuna interruzione. O addirittura che si svegli". Lo dice Adriano Celentano al "Corriere della Sera" rivolgendosi al padre di Eluana, Beppino Englaro. "Si dice che la fede e' un dono - si legge nella lettera del cantante. - Perche' solo attraverso la fede succedono le cose piu' grandiose, e io diro' una preghiera per lei". Celentano si rivolge direttamente al padre della giovane in come vegetativo dal 1992, dopo un incidente d'auto, e definisce la sua battaglia "contro la vita. Quella vita che senza alcuna pieta' tiene imprigionata la sua amata Eluana da 16 anni. Quella vita che non vuole cessare ma che poco per volta fa morire di dolore chi gli sta intorno". "Ammiro Giuliano Ferrara per le sue battaglie a favore della vita e spero, pur comprendendo il suo stato d'animo - scrive Celentano a Englaro riferendosi alla "protesta compassionevole" fatta da Ferrara di lasciare sul sagrato del Duomo a Milano delle bottiglie d'acqua come simbolo di difesa della vita - che le bottiglie aumentino. Aumentino per far aumentare il dubbio. Il dubbio di coloro - continua Celentano - che credono di non avere dubbi e quindi di scartare a priori la possibilita' di un'altra vita oltre quella terrena".    

'Un giudice quando assume una decisione non deve preoccuparsi di alcuna reazione, da parte di chicchessia, ma deve rispondere solo alla Legge e alla propria coscienza. E' quanto abbiamo fatto io e gli altri colleghi con i quali la decisione e' stata assunta'. Lo ha detto Filippo Lamanna, il giudice estensore del Decreto con cui e' stata autorizzata la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione che tengono in vita Eluana Englaro, la donna di Lecco in stato vegetativo permanente dal 1992.    

'Tra il crescendo di moniti ex cathedra e la crudele provocazione - cui non si sottraggono idoli del pop nostrano - delle bottigliette d'acqua lasciate davanti al Duomo di Milano, voglio esprimere rispetto e profonda solidarieta' per il padre di Eluana Englaro. Che il Parlamento legiferi - se e' in grado - e, nel frattempo, che la natura faccia il suo corso'. Lo dichiara la senatrice del Pd, Magda Negri.    

"La direzione sanitaria dell'hospice Il Nespolo di Airuno e l'associazione Fabio Sassi onlus ribadiscono che la posizione assunta, sull'eventuale ricovero di Eluana Englaro, non contiene alcun giudizio o sollecitazione riguardante la sospensione del trattamento di alimentazione e idratazione artificiale". A precisarlo, in una nota, e' Mauro Marinari, direttore sanitario della struttura a cui si e' rivolto il padre di Eluana Englaro, la donna in stato vegetativo permanente da oltre 16 anni, per la quale i giudici di Milano hanno autorizzato la sospensione del trattamento di idratazione e alimentazione forzata.  Insieme a Domenico Basile, presidente dell'associazione Fabio Sassi che gestisce l'hospice, Marinari ribadisce di non aver mai sollecitato nessuno a staccare il sondino nasogastrico attraverso cui Eluana e' tenuta in vita: "Le valutazioni e le decisioni al riguardo sono di esclusiva competenza del tutore di Eluana", ripetono i responsabili della struttura che nei giorni scorsi si e' detta disponibile ad accettare la domanda di ricovero presentata dal padre di Eluana, Beppino Englaro, per assistere la paziente negli ultimi momenti di vita.    

Il senatore del Pd Riccardo Villari denuncia come sia stata "di fatto introdotta l'eutanasia in Italia", con la sentenza che consente di sospendere l'alimentazione e l'idratazione ad Eluana Englaro.  Villari fa appello alla politica che "non puó e non deve rimanere in silenzio, non possiamo attribuire ad un magistrato la facoltà di operare scelte sulla vita e sulla morte delle persone". Per questo di fronte a tale questione "devono essere la polica e la scienza a discutere di un tema tanto delicato per giungere ad una normativa sul testamento biologico che sia condivisa dal Parlamento e dal sentire dei cittadini".  Il senatore dichiara di aderire all'Appello di Scienza e Vita contro la sentenza, "con un pensiero alla famiglia".   

Il caso Englaro "stabilisce nel nostro paese una forma di un'eutanasia che non è prevista dalle norme di legge e noi ci troviamo come spettatori, ma abbiamo il diritto-dovere d'intervenire". Lo ha detto, a margine della conferenza stampa sugli animali di affezione, Francesca Martini, sottosegretario alla Salute, secondo la quale Eluana "non è in uno stato vegetativo, termine svalutativo perchè assimila la donna ad un vegetale. E' una persona che ha funzioni fisiche diciamo regolari, respira regolarmente, che viene soltanto alimentata artificialmente come tante persone nel nostro paese. Siamo tutti Eluana o potenzialmente tali - ha continuato la Martini - Una sentenza di questo tipo è una sentenza di morte, poichè togliere l'idratazione, l'alimentazione nasogastrica, significa far morire di fame e di sete un essere umano. Rappresenta la possibilità concreta di una deriva di tipo economicista della visione del malato che potrebbe aprire un grande varco su chi è è possibile, economico o vale la pena curare o è meglio far morire, perchè non ha la possibilità di vivere una vita di relazione".    

"Signor procuratore generale, le chiediamo un intervento urgente che blocchi, prima che sia troppo tardi, l'esecuzione di quella che sempre piu' appare come una sentenza di condanna a morte". Si chiude con un appello la lettera che 26 neurologi in forze in diverse universita' e ospedali italiani hanno inviato oggi al Procuratore generale di Milano, Gianfranco Montera. Un appello affinche' intervenga con un ricorso per fermare la sentenza della Corte d'appello civile di Milano, che autorizza la sospensione dell'idratazione e alimentazione forzata con cui si tiene in vita Eluana Englaro, 37 anni, in stato vegetativo permanente da oltre 16.  Nella lettera Gianluigi Gigli dell'universita' di Udine, a nome dei colleghi, motiva la richiesta accorata di scendere in campo per difendere la vita di Eluana: "Desideriamo ribadire che il paziente in stato vegetativo non e' un vegetale, ma una persona umana", scrivono i camici bianchi. Non solo: "Pur essendo le possibilita' di recupero sempre minori con il passare del tempo - precisano - e' assurdo poter parlare di certezza di irreversibilita'".   
Proprio queste e altre considerazioni hanno spinto i neurologi a prendere la penna in mano e a scrivere, nero su bianco, la loro posizione sul caso Englaro: "Riteniamo che la sentenza non rappresenti un intervento per porre fine a un accanimento terapeutico o a pratiche assistenziali improprie, ma il tentativo di far entrare per vie giudiziarie nella nostra legislazione il potere assoluto di autodeterminazione da parte del paziente o, in questo caso, di chi lo rappresenta o crede di rappresentarlo, fino alla scelta della morte, se la vita viene ritenuta indegna di essere vissuta'.
E ancora, "non vi e' certezza assoluta neanche sul fatto che il paziente in stato vegetativo non possa provare qualche forma di sofferenza e la stessa sentenza dei giudici di Milano si preoccupa che alla Englaro vengano somministrati sedativi durante il processo di morte per disidratazione". Per questo motivo viene definito "disumano il modo proposto di mettere a morte la paziente, attraverso il digiuno e la sete, in una lenta agonia che portera' alla morte attraverso la lenta devastazione di tutto l'organismo".
Ancora piu' inaccettabile, secondo i neurologi, e' "che la volonta' di terzi (fossero anche i genitori) possa sostituirsi, interpretandola, alla volonta' del paziente, innescando il rischio, in simili casi, di pratiche discriminatorie basate sulla percezione esterna della qualita' della vita altrui".
In merito al ruolo del medico i firmatari della lettera aggiungono: "Riteniamo che in tale contesto, il rapporto con il paziente e' ridotto a mero contratto e il medico a prestatore d'opera tecnicamente qualificata, intesa, nel caso specifico, ad affrettare la morte del paziente, contravvenendo i fondamenti della professione medica e le regole basilari della societa' civile".
"Siamo anche molto preoccupati che le considerazioni della magistratura sulla possibilita' di porre fine ai pazienti in stato vegetativo come Eluana Englaro possano finire per estendersi ad altre categorie di pazienti neurologici, come i dementi o i cerebropatici gravi che, in fase avanzata di malattia, possono trovarsi in condizioni cliniche non dissimili da quelle dei pazienti in stato vegetativo", concludono i neurologi.

Il destino di Bruno Contrada è simile a quello della giovane Eluana Englaro: anche l'ex 007 è stato "condannato a morte da un giudice". Lo scrive la sorella dell'uomo, Anna Contrada Tirri, in una lettera inviata al cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, con la quale chiede che il fratello venga fatto uscire dal carcere, viste anche le precarie condizioni di salute.  "Intervenga e non lasci che un uomo venga giustiziato, innocente o colpevole che sia: Bruno - si legge nella missiva - sta morendo di dolore, le sofferenze lo colpiscono nel corpo e nell'anima, la prego intervenga, una sua parola a favore puó contribuire alla sua liberazione e con questa a restituirgli la vita, solo tornando a casa si potrà dire che è stata cancellata la sua condanna a morte, si potrà dire che non è stato giustiziato".  Per Anna "Eluana e Bruno, non è solo una 'u' nel nome che hanno in comune, ma piú drammaticamente, dolorosamente, vergognosamente per questa Italia cattolica e culla del diritto, una condanna a morte. Pensavo: hanno deciso di farlo morire lentamente, lo hanno condannato ad una lenta morte ed allora che muoia. Ma velocemente".  "Lei che si sta battendo (impegnando) per la causa di Eluana, perch, una vita non venga consumata, perch, la sua condanna a morte, decisa da un giudice, non venga eseguita - continua Anna - si batta, la supplico in ginocchio anche per la vita di mio fratello, vecchio e afflitto da tanti mali, che gli venga restituita la vita, quel poco di vita che gli rimane, che torni a casa da noi, che venga liberato, come la nostra legge prevede e vuole in determinati casi proprio come quello in cui si trova mio fratello, caso in cui la legge prevede la tutela alla salute e la tutela dei diritti umani".  "Lasciandolo dov'è - conclude la sorella di Bruno Contrada - significherebbe che non solo è stato condannato a perdere la libertà e l'onore ma anche la vita".    

'Ha oggettivamente ragione il cardinal Bagnasco. Credo non si possa non avvertire l'esigenza di non affidare alla magistratura un compito improprio che non le spetta e senza l'approccio necessario di fronte ad un problema di carattere etico'. Cosi' il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, e' intervenuto sul caso di Eluana Englaro, dicendosi d'accordo con il presidente dei vescovi italiani sul no 'alla consumazione di una vita per sentenza'. E, pur contrario a titolo personale ad una legge in materia, indica come ipotesi migliore quella dell'intervento del Parlamento. 'Personalmente sono sempre stato contrario ad una legge in materia - ha detto Sacconi nel corso di un incontro alla stampa estera - ma dobbiamo interrogarci se non sia meglio l'intervento del Parlamento di una seria di sentenze della magistratura'. In tal caso, ha tuttavia sottolineato il ministro, 'prima di tutto serve un sereno dibattito parlamentare senza pregiudizi, capace di superare le posizioni valoriali dei singoli, come premessa ad un eventuale intervento legislativo'.  

"Ci sono casi in cui la politica deve tacere e rispettare in silenzio la volonta' dei singoli. E' il caso Englaro, cosi' come e' stato il caso Welby. La distanza che provo da questa politica che si arroga il diritto di intervenire sui sentimenti piu' profondi e' totale". E' quanto afferma Manuela Palermi, (Pdci). "Assisto con raccapriccio al rincorrersi strumentale e crudele di dichiarazioni a favore della vita- sottolinea l'esponente del Pdci-, come se quella vita non appartenesse esclusivamente a chi l'ha persa, ad Eluana, e l'unico in grado di poterne legittimamente parlare non fosse il padre, che ha vissuto un'agonia inimmaginabile". E conclude Palermi: "A Eluana che non puo' piu' sentire, ma soprattutto al padre, di cui non riesco neanche ad immaginare la sofferenza, va tutta la mia vicinanza, la mia umana solidarieta'".    

"Sul caso Englaro ci appelliamo alla sensibilita' del Presidente della Camera, affinche' sollevi davanti alla Corte Costituzionale un conflitto di attribuzione tra la Camera dei Deputati e la Corte di Cassazione. Ci auguriamo che il Presidente Fini convochi con urgenza l'Ufficio di Presidenza per verificare e attivare le procedure necessarie. A nostro avviso la sentenza che condanna a morte Eluana ha origine da un'invasione della Suprema Corte nella sfera del potere legislativo". Lo rende noto la Responsabile Famiglia e Politiche sociali dell'Unione di Centro, Luisa Santolini, promotrice dell'iniziativa sottoscritta da numerosi parlamentari delle opposizioni e della maggioranza.  "Come rappresentanti del Parlamento - spiega l'esponente centrista - esprimiamo la nostra piu' viva preoccupazione di fronte ad atti della magistratura che si pongono in conflitto con il principio fondamentale della separazione dei poteri, ledendo le prerogative costituzionali del Parlamento. Considerato il caso concreto, legato al tema dell'eutanasia, e' ancor piu' evidente la necessita' di agire con la massima urgenza di fronte a sentenze che intervengano in modo originale e innovativo su materie cosi' sensibili dal punto di vista etico, per di piu' oggetto di dibattito in sede scientifica, culturale oltre che di un serrato confronto politico e parlamentare".   

"Come riferito dalle agenzie di stampa, un gruppo di 25 neurologi universitari e ospedalieri ha oggi inviato alla Procura di Milano un documento per chiedere di sospendere il provvedimento che interrompe la nutrizione e l'idratazione di Eluana Englaro". È quanto afferma il sottosegretario al ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali Eugenia Roccella. "Nel testo messo a punto dagli esperti emergono, tra le altre, due importanti evidenze scientifiche. La prima - spiega Roccella - rimanda ai piu' recenti studi secondo cui in alcuni pazienti in stato vegetativo 'e' possibile evocare risposte che testimoniano una residua possibilita' di percepire impulsi dall'ambiente con susseguente analisi e discriminazione delle informazioni'. La seconda, invece, e' quella che 'allo stato attuale delle conoscenze sono sempre maggiori le evidenze che collocano i processi della coscienza anche in sedi del sistema nervoso centrale diverse dalla corteccia cerebrale (sede principale di danno nello stato vegetativo)'. Secondo gli esperti, dunque, in base alla piu' recente e autorevole letteratura scientifica non 'c'e' una certezza assoluta sul fatto che il paziente in stato vegetativo non possa provare qualche forma di sofferenza'".

Nuovo appello delle suore Misericordine al padre di Eluana Englaro, la donna in coma vegetativo dal 1992 e per la quale la Corte d'appello di Milano ha stabilito la possibilita' di staccare il nutrimento artificiale: oggi - in un servizio andato in onda sul Tg3 regionale - una delle suore ha ribadito l'invito a non trasferire la paziente in un hospice.
'Eluana per noi e' un mistero in questo momento, pero' vive - dice suor Albina Corte responsabile clinica dell'Istituto beato don Luigi Talomoni - oggi vive senza l'ausilio di un medico, dell'assistenza medica. Se dovessero trasferirla per quella operazione che hanno deliberato avrebbe bisogno dell'assistenza medica. Noi non potremo opporci, saremmo qui come spettatori impotenti a vedere una persona che va a morire'. 'Quando sente la voce di suor Rosangela - spiega sospirando suor Albina - si contrae, quindi da' un'impressione di sentire'. 'Confermo questo messaggio - ha concluso rivolgendosi al signor Englaro - ce la lasci'.

"La Giunta per il regolamento si è oggi limitata a deferire la delicata questione dell'eventuale conflitto di attribuzione sulla sentenza della Cassazione alla commissione Affari Costituzionali. L'esame di merito non è ancora iniziato. In quella sede spiegheremo perch, essa non ci appare convincente". Lo dichiarano i senatori del Partito democratico e componenti della Giunta per il regolamento Silvia Della Monica e Stefano Ceccanti, in merito alla decisione presa oggi dalla Giunta sulla vicenda di Eluana Englaro.

"Il giudice Luccioli mostra di avere una visione muscolare del rapporto tra i poteri dello Stato. La verità è che n, la decisione della Cassazione n, il decreto esecutivo della Corte d'Appello di Milano hanno fondamento giuridico rispetto al diritto vigente". Lo dichiara Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori Pdl, replicando alle affermazioni del giudice Maria Gabriella Luccioli sul caso di Eluana Englaro.
"In particolare, la Cassazione non si è limitata a rispondere ad una domanda di giustizia nel contesto di un vuoto normativo, ma si è spinta ben oltre - sottolinea Quagliariello -. Per questo, la politica non solo sta usando i suoi strumenti, ma sta cercando di ricondurre il rapporto tra i poteri dello Stato in una dimensione fisiologica, facendo in modo che il caso concreto di Eluana e i tanti altri che seguiranno non debbano trovare risposte di carattere episodico, e che il legislatore possa avere il tempo e la libertà per trovare una soluzione degna di una nazione civile". "Se invece si vuole mettere il Paese di fronte al fatto compiuto - conclude Quagliariello - ce ne si assuma la responsabilità ma almeno non si chieda che gli altri rimangano silenti e inerti ad osservare".

"Esprimo la mia adesione all'appello di Scienza&Vita: 'No alla condanna a morte di Eluana Englaro.
Ribadire un sí convinto alla vita e un no deciso alla morte è l'occasione per dichiarare il nostro sostegno alla famiglia di Eluana Englaro, donandole quell'appoggio indispensabile affinchè, in questo difficile e sofferto momento, non si senta abbandonata e ritorni sui suoi passi, accompagnando, anche nella sofferenza, la vita della propria figlia". Cosí la senatrice del Partito democratico Emanuela Baio esprime la sua adesione all'appello di 'Scienza e Vita'.

"In una lunga lettera pubblicata dal Corriere della Sera Adriano Celentano ipotizza che Eluana Englaro possa aver bisogno della conversione del padre Beppino per andarsene 'in modo spontaneo e senza alcuna interruzione', non senza aggiungere che i miracoli possono accadere, a patto che si disponga della fede necessaria. Posto che nutriamo il massimo rispetto per le opinioni di ciascuno, l'unica cosa di cui Eluana ha bisogno è che venga rispettata la sua volontà, espressa più di una volta e senza possibilità di equivoco quando era nelle condizioni di farlo". E' quanto si legge in una nota di Rocco Berardo e Alessandro Capriccioli, rispettivamente tesoriere e membro di giunta dell'Associazione Luca Coscioni per la Libertà di Ricerca Scientifica. "Al soccorso dei miracoli, in cui il noto cantante ripone (legittimamente, finché lo fa per sé) tanta fiducia, l'Associazione Luca Coscioni preferisce il Soccorso Civile, al quale ogni cittadino può rivolgersi allorché un suo diritto venga negato da leggi, comportamenti e sabotaggi di stampo integralista e proibizionista: perché, oltre alla possibilità delle auspicate conversioni, siano garantiti il rispetto della propria volontà e il diritto all'autodeterminazione di ciascuno; e perché nel nostro paese i miracoli non si impongano per diritto, mentre l'affermazione dei diritti sta diventando sempre di più un miracolo".   

"Il Senato, con alta sensibilita' istituzionale, sta compiendo un percorso per riappropriarsi delle funzioni che la Costituzione gli assegna, perche' nel nostro Paese a legiferare e' il Parlamento, e non puo' essere un giudice, per quanto alto egli sia". E' il commento del senatore Franco Mugnai, capogruppo del PdL in Commissione Giustizia, alle dichiarazioni di Vittorio Angiolini, legale della famiglia Englaro.  "Seppure in passato si e' determinata una situazione di vuoto normativo -aggiunge Mugnai- non e' un buon motivo perche' la magistratura invada un campo che non le e' proprio. Il Senato ha come unica finalita' quella di rivendicare la propria funzione legislativa, anche per sopperire alle lacune ed evitare che su materie come questa siano di volta in volta altri soggetti non istituzionalmente preposti a stabilire cosa fare e cosa non fare. E' incomprensibile quindi l'attacco portato al presidente Schifani, che altro non ha fatto che assolvere al proprio altissimo ruolo".    
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