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 ITALIA - ITALIA - Legge biotestamento approda in Aula... vuota
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14 marzo 2017 8:31
 
La proposta di legge sul biotestamento è approdata nell'aula della Camera, che oggi ha avviato l'esame del provvedimento che vede come prima firmataria la deputata Pd Donata Lenzi e che si propone di regolamentare la questione del fine vita. In un'aula che vedeva pochissimi presenti, si è conclusa - nell'arco di sole 4 ore per 20 interventi in totale - la discussione generale, al termine della quale il presidente di turno, Roberto Giachetti, ha reso noto che sono state depositate 2 questioni pregiudiziali (presentate da Area popolare e Lega Nord) e 4 richieste di sospensiva: 2 dalla Lega Nord, una da FdI e una da Democrazia solidale-Centro democratico. "Il 13 marzo 2017 è una data storica", ha dichiarato in una nota la sottosegretaria ai Beni culturali, Ilaria Borletti Buitoni del Pd, ma l'atmosfera in aula a Montecitorio appariva più laconica che eroica, tanto che lo stesso Giachetti si è sentito in dovere di prendere la parola e precisare: "Mai come in questo caso, credo, si deve prendere in considerazione la qualità del confronto su un tale tema piuttosto che la quantità numerica degli interventi". Per poi sottolineare che "il lunedì e in occasione delle discussioni generali" la presenza dei deputati in aula è spesso limitata. Ma l'immagine dell'aula semivuota è rapidamente approdata sui social network, e ripresa da tg e siti di quotidiani. A Giachetti non è rimasto che rimarcare come, "al di là dell'assoluta libertà di stampa e cronaca parlamentare, forse ci si dovrebbe concentrare più sulla qualità del dibattito, che fare una traduzione esclusivamente numerica, che non rende merito al dibattito civile che si è svolto in aula". Ma non c'è certezza sui tempi del prosieguo dell'iter del provvedimento. L'esame sulla carta dovrebbe andare avanti domani, in base al calendario dei lavori dell'aula: il ddl figura tra quelli all'ordine del giorno per le 11.30, quando sono previste le votazioni sui provvedimenti di cui oggi si è svolta la discussione generale. Ma il testamento biologico è al quarto posto, dopo il dl sicurezza nelle città, il pdl sul risarcimento del danno non patrimoniale e la ratifica di un accordo tra l'Italia e la Slovenia. A fare da contraltare alla rarefazione dell'aula, le dichiarazioni e prese di posizione hanno infatti affollato il dibattito politico sul ddl, che per l'argomento che tratta non può che essere profondamente divisivo di fronte a sensibilità così distanti tra loro, come quelle esistenti nel fronte laico e cattolico, ma non solo. E se la prima firmataria del ddl, Lenzi, affermava che il tema "non è da trattative di partito" e che il testo è "equilibrato sulla relazione medico-paziente", in una "visione mite del diritto", Ncd non ha tardato a chiarire subito che il testo ha dei "limiti" e che "contiene criticità che vanno superate". Ad esempio, è "sacrosanta" la libertà di rifiutare determinate terapie da parte del malato "anche se questo gli costerà la vita - ha detto il relatore di minoranza, Raffaele Calabrò di Ap - ma questi deve morire per il decorso della malattia" non per altro, come la sospensione dell'idratazione o del cibo. "Senza correttivi - l'aut aut di Ncd - noi voteremo contro". Per quanto riguarda Forza Italia il capogruppo alla Camera, Renato Brunetta, dopo un esordio in mattinata con cui annunciava una riunione del gruppo perchè decida prima del voto come schierarsi, ha dichiarato che "tutto dipenderà dall'atteggiamento del governo davanti ai nostri emendamenti al testo (sono 48, ndr)". E più tardi ha scritto alla presidente Boldrini per metterla in guardia dalle tentazioni di "procedere a votazioni riassuntive e per principi" in merito alla legge. E invocando la censura ha chiesto invece che "siano votati in aula emendamento per emendamento tutte le proposte presentate", per evitare forzature, e dare il giusta spazio alle diverse sensibilità. Il leader del Movimento Idea, Gaetano Quagliariello, le cui posizioni sono ben note fin dai tempi del caso Englaro, ha parlato invece di "finti diritti" con cui il renzismo coprirebbe la propria vacuità in termini programmatici ed ha parlato di "sfida antropologica" per quanto riguarda il merito del provvedimento. "Autodeterminarsi non è sempre facile, nè possibile. La vita è un bene supremo da tutelare" è la posizione dell'Udc, mentre Eugenia Roccella ha parlato in aula del biotestamento come una "legge aperta, forse spalancata verso l'eutanasia". "No ai tentativi di svuotare la legge sul biotestamento e no alla tattica dei rinvii", hanno invece dichiarato i rappresentatnti dell'Associazione Coscioni, che mentre si discuteva in aula avevano organizzato un presidio davanti a Montecitorio. 
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