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 ITALIA - ITALIA - Italia. 78% degli italiani non sa cosa sia terapia del dolore
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Notizia 
25 maggio 2006 0:00
 
Solo 22 persone su 100, in Italia, sono a conoscenza dell'esistenza delle terapie del dolore. Al contrario, 78 su 100 ne ignorano l'esistenza cosi' come ignorano gli usi specifici di tali terapie. Fra costoro, il 24% ha una situazione personale per cui potrebbe essere interessato alle cure palliative, se fosse informato abbastanza. E' questo, in sintesi, il quadro emerso dall'ultima indagine Ipsos 'Terapia del dolore', i cui risultati sono stati presentati oggi a Milano nel corso della presentazione della 'Giornata del Sollievo'.
In generale - ha spiegato oggi a Milano Nando Pagnoncelli di Ipsos illustrando i dati della ricerca, effettuata su un campione di 1000 persone contattate al telefono - quelli che conoscono poco la terapia, ritengono che questo genere di cure sia rivolto a tutti i pazienti (34%), senza distinzioni rispetto alla patologia. Al contrario, tra le persone piu' informate prevale l'idea che essa sia rivolta prevalentemente ai malati cronici e a quelli terminali (36%); il 38% sempre degli 'informati' risponde che le terapie sono rivolte 'solo ai malati terminali'.
Quanto alla conoscenza di centri e personale medico specializzato, l'84% del campione rivela di non avere notizia dell'esistenza di specialisti, l'81% di non conoscere ambulatori ad hoc per la terapia del dolore.
A fronte di un 12% degli intervistati che ha invece conoscenza diretta di questa terapia, perche' essi stessi o qualcuno della loro famiglia hanno utilizzato tali cure, si registra una quota doppia (24%) di potenziali pazienti: individui che a causa di un dolore cronico potrebbero essere interessati, se opportunamente informati, all'utilizzo di questa terapia.
Qual e' invece, nella percezione comune, il peggior tormento?
In caso di malattia grave, se si potesse scegliere di eliminare una delle sue conseguenze, la maggioranza del campione (30%) preferirebbe sottrarsi alla perdita dell'autosufficienza, giudicata la peggiore sofferenza. A questa seguono, nell'ordine, quella del dolore fisico (21%), quella dell'abbandono/solitudine (20%) e la depressione (17%). L'ansia viene indicata solo dal 4% del campione. Quanto alle reazioni personali registrate al contatto con la malattia grave, il 67% degli intervistati dichiara di aver avuto 'un senso di impotenza', il 17% di aver pensato 'se capitasse a me non vorrei soffrire'. Solo il 6% del campione risponde di' 'aver provato fastidio'.
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