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Notizia
15 maggio 2009 0:00
In Italia 1 donna su 3 in stato interessante decide di sottoporsi a test di diagnosi prenatale invasiva per verificare eventuali anomalie nel feto e fanno questa scelta sempre piu' donne giovani alla soglia dei 30 anni.
'La prima preoccupazione di molti genitori - afferma Claudio Giorlandino, presidente della Societa' italiana di diagnosi prenatale e medicina materno fetale nel corso del convegno della Sidip in corso a Roma - e' verificare che il figlio non abbia la Sindrome di Down'. Un segno, secondo l'esperto 'di quanto poco la gente sappia in cosa consiste la diagnosi prenatale'. Grazie allo studio del Dna si puo' indagare, infatti, su migliaia di malattie genetiche tra cui la fibrosi cistica, il ritardo mentale, le distrofie muscolari e la sordita' congenita ereditaria. Non solo: 'la recente introduzione dei microchip - continua - permette di esaminare un altro centinaio di patologie genetiche, per fortuna non frequenti, a bassi costi e con estrema rapidita''.
Tra le malformazioni degli organi piu' diffuse ci sono quelle renali, cardiache e cerebrali. 'Purtroppo - sottolinea Giorlandino - oggi si segnalano molte malattie genetiche in bambini che hanno madri che bevono e fanno uso di droghe; tutto cio' provoca al feto danni irreparabili'.
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