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Notizia
22 maggio 2006 0:00
Soffre di una malattia incurabile. Suo padre ha chiesto ai medici che non soffra anche a causa dell'accanimento terapeutico. Il tribunale di Neuquèn gli ha dato ragione, autorizzando una "morte dignitosa" per il bambino di undici anni onde evitargli "trattamenti invasivi".
Il giudice Isabel Kohon si e' cosi' espressa a nome del Tribunale della Famiglia, dell'Infanzia e dell'Adolescenza della citta', a seguito di una richiesta del padre del bambino affetto da mucoplisaccaridosi, una malattia degenerativa del metabolismo che causa crescita limitata, ritardi fisici e psichici, perdita di certi apprendimenti (parlare, camminare), irrigidimento delle articolazioni, oltre che disturbi visivi, uditivi, respiratori, cardiaci e scheletrici. Nella maggior parte dei casi, le mucopolisaccaridosi hanno prognosi severa e sono fatali prima dell'eta' adulta.
Di fronte all'aggravarsi delle condizioni di salute del bambino, il padre aveva chiesto alla squadra medica dell'ospedale di Castro Rendón di non sottoporre il bimbo -in caso di complicazioni- alla terapia intensiva, alla respirazione e all'alimentazione artificiali. Il direttore dell'ospedale, José Russo, insieme al Comitato di Etica Ospedaliera, era giunto alla stessa conclusione del padre, ma aveva chiesto a sua volta ad un giudice una opinione sulla legalita'
Per la sua decisione, il giudice si e' avvalso della storia clinica del paziente e della consulenza del pediatra Marco Seprino, il quale ha confermato lo stato terminale del bambino ed ha sottolineato come la terapia intensiva non puo' avere alcun effetto sul decorso della malattia.
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