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Lettera
16 maggio 2012 0:00
Buon giorno
sotto riporto il testo di un mio reclamo già trasmesso all'Azienda Sanitaria di Padova (e per il momento senza risposta): vorrei soltanto sapere se il mio tipo di contestazione, secondo la vostra esperienza e valutazione, può apparire estremo. Grazie.
P.S. Sarei anche curiosa di conoscere il parere di altri lettori del sito...
25-04-12 A seguito di un lieve incidente che ho subito ieri mattina, sebbene abbia chiarito ai soccorritori che stavo complessivamente bene, sono stata portata al pronto soccorso dell’ULSS 16 per accertamenti (mi è stato detto che la prassi, per sicurezza, è quella della visita al pronto soccorso).
Al momento della dimissione mi è stata presentata una fattura di circa 80 euro: al vostro addetto ho contestato l’onere del pagamento della somma richiesta per assenza di informazioni preventive.
Con la presente espongo reclamo in merito a quanto detto e chiarisco di seguito: supposto che il ricoverato non sia tenuto a conoscere le procedure del pronto soccorso, soprattutto in un momento di disagio e/o malessere dovuto all’evento infortunistico, non dovrebbe essere vostra competenza informare adeguatamente, prima degli accertamenti, l’entità prevista dell’addebito a carico del ricoverato? In effetti, nel caso in cui il paziente venga sottoposto a terapie o interventi gravosi non esiste forse l’obbligo del “consenso informato”? Perché
non si adotta la stessa procedura al pronto soccorso? Ovvero, nel mio caso, perché al momento della prima visita non mi è stato chiesto se volevo sottopormi alle radiografie e se era veramente necessario tale accertamento (dal mio punto di vista, soprattutto alla caviglia, ero certa di non avere fratture), perché non informarmi quindi preventivamente sull’onere del pagamento e sulla mia facoltà di scelta se procedere o meno?
Ho fatto presente la mia contestazione alla dottoressa del pronto soccorso la quale mi ha detto che la responsabilità non era sua: di chi è la responsabilità di avermi portata al pronto soccorso senza fornirmi opportune informazioni, e senza pormi almeno una domanda in quanto “soggetto senziente” in grado di scegliere?
In attesa di cortese risposta porgo distinti saluti.
Stefania, da Padova (PD)
Risposta: la sua richiesta ci sembra sensata, ma la faremmo in termini impositivi pretendendo anche il rimborso: raccomandata A/R dicendo alla fine che se entro 15 giorni non procederanno si rivolgera' alle autorita' competenti. In assenza di risposta o se la stessa fosse insoddisfacente, si rivolga al difensore civico regionale per rafforzare la sua posizione, e dopo l'intervento di questi, decidera' come e se proseguire. Ovviamente se riesce a rendere pubblica la sua vicenda, oltre che sul sito di Aduc anche sulla stampa locale, la situazione giochera' di piu' a suo favore.
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