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Esenzione tciket per gravidanza a rischio
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Lettera 
12 agosto 2010 0:00
 
Gentilissimi, intendo rappresentare un episodio nel quale sono incorsa e che credo abbia colpito tanti altri utenti della azienda ASL RM/H, ignari della disparità di trattamento che la ASL RM/H riserva ai propri utenti rispetto alle altre ASL della provincia di Roma. Sono una donna di 46 anni, in atto alla 12 settimana di gravidanza definita a rischio (dall’ospedale sant’Eugenio di Roma) che mi ha proposto temporaneamente per l’astensione dal lavoro secondo normativa vigente, per una serie di fattori tra cui il distacco parziale della camera gestazionale. Inoltre sono un soggetto definito poliabortivo e a rischio atero trombosi. Appare superfluo dire che usufruisco dell’esenzione M50 per i motivi sopra indicati, beneficio del quale farei volentieri a meno pur di vivere serenamente questo momento cosi bello ed unico per ogni donna, purchè la gravidanza procedesse regolarmente, senza alcuna controindicazione di sorta.
Verso la fine di luglio mi sono recata presso lo studio del mio ginecologo di fiducia che oltre a prescrivermi gli esami di routine mi ha prescritto un esame urine con antibiogramma stante i particolari sintomi che avevo manifestato e descritto. Conseguentemente mi sono recata dal mio medico di base che mi ha prescritto sul ricettario SSN (quello rosa) gli esami indicati dal mio ginecologo riportando l’esenzione M50 come già in precedenza fatto. Orbene, in data 4 agosto 2010, essendo in villeggiatura ad Anzio (RM), mi sono recata presso una struttura accreditata ASL RM/H, per eseguire esclusivamente l’esame urine con antibiogramma ma questi rifiutavano di eseguire la prestazione con esenzione del tiket M50 adducendo che tale esenzione doveva essere indicata sul ricettario SSN rilasciato da un ospedale pubblico. Analoga conferma mi veniva data de visu dal direttore Sanitario della clinica sanitaria e successivamente anche telefonicamente dalla dottoressa dell’ASL RM/H. Ma come è possibile tutto questo? Dovrei prenotare una visita ginecologica nel pubblico (che mi verrebbe assegnata fra 6 mesi circa) per usufruire di un esame urine e magari mi reco a fare le analisi con i reni distrutti dall’infezione??? Ma i medici di base non attestano con fede pubblica??? A cosa servono se ogni volta bisogna ricorrere dallo specialista che ha già dichiarato a suo tempo la patologia che da luogo all’esenzione M50 ed il periodo di vigenza???? la gravidanza a rischio non mi è stata diagnosticata da un ospedale pubblico (il sant’Eugenio di Roma????) di cos’altro c’era bisogno???? Come mai le ASL di Roma centro (es.IFO, Caravaggio, Fatebenefratelli isola tiberina ecc. ) accettano l’esenzione M50 riportata dal medico di base sulle prescrizioni sanitarie, corredata da fotocopia di attestazione dello stato di rischio rilasciato dallo specialista. Si tratta di una inaccettabile disuguaglianza vietata dalla costituzione? Ringrazio.
Leonardo, da Roma (RM)

Risposta:
occorre verificare cosa prevede la legislazione regionale sul punto. Il nostro consiglio e' di chiedere il rimborso di quanto pagato con raccomandata ar di messa in mora:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora_8675.php
chiedendo anche l'intervento del difensore civico regionale.
ADUC Salute - http://salute.aduc.it/
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