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 ITALIA - ITALIA - Italia. Veronesi: sul testamento biologico meglio nessuna legge piuttosto che una sbagliata
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Notizia 
29 marzo 2007 0:00
 
"Meglio nessuna legge, che una legge sbagliata". Lo ho detto l'oncologo Umberto Veronesi a margine di una conferenza stampa, ieri a Roma, per l'arrivo nelle farmacie italiane del vaccino contro il cancro al collo dell'utero.
"Bisogna lasciare al Parlamento tutto il tempo necessario -ha evidenziato Veronesi, direttore scientifico dell'Istituto europeo di oncologia- per elaborare un testo adeguato".

Una legge sul testamento biologico rappresenta "un momento decisivo per la politica.
Ma non risolutivo per il dibattito etico". Con queste parole Francesco D'Agostino, presidente onorario del Comitato nazionale di bioetica, commenta il convegno internazionale sul testamento biologico che domani e venerdi' si terra' in Senato, a Roma, con la partecipazione di numerosi esperti e legislatori. Un appuntamento che ha il compito di raccogliere il maggior numero di contributi prima di fissare sulla carta la nuova proposta di legge da discutere in Commissione Igiene e sanita' di palazzo Madama.
"Su questi temi si possono ascoltare opinioni per mesi e mesi. Alla politica spetta il compito di decidere, credo che il convegno sia interessante. Ma mi preme sottolineare che non penso che in Italia la cultura si faccia in Parlamento", conclude.

Sono soprattutto due i nodi critici da risolvere per arrivare a un testo di legge condiviso sul testamento biologico: quello dell'alimentazione e dell'idratazione del malato, e dell'obiezione di coscienza dei medici.
A rivelare i punti delicati di una proposta di legge su cui sta lavorando la Commissione Igiene e sanita' di Palazzo Madama e' Fiorenza Bassoli (Ds). La senatrice dell'Ulivo e' incaricata di operare una sintesi delle otto Pdl depositate al Senato, che dovranno confluire in un solo testo 'da portare in Aula entro giugno, cioe' prima della chiusura estiva dei lavori parlamentari".
Il terzo aspetto "su cui si riscontrano le maggiori differenze - spiega all'ADNKRONOS SALUTE - riguarda la veste che dovra' assumere la dichiarazione di fine vita. Alcune Pdl suggeriscono la necessita' di fare in modo che tutti i cittadini si esprimano a riguardo. Altre invece preferirebbero solo affidarsi a campagne di informazione". In ogni caso il lavoro di confronto e raccordo "e' quasi terminato. E - dice la senatrice - tra 10 giorni al massimo inizieremo la discussione generale. Ci sono comunque tutte le premesse per arrivare a un testo condiviso".
Il dibattito, dice la senatrice, 'fara' tesoro anche dei contributi che emergeranno nel corso del convegno internazionale 'Testamento biologico: le dichiarazioni anticipate di volonta' sui trattamenti sanitari', in programma domani e venerdi' in Senato'. Un appuntamento fortemente voluto dal presidente della Commissione Sanita' di palazzo Madama, Ignazio Marino, a cui interverranno tra l'altro il ministro della Salute Livia Turco, esperti di bioetica e di associazioni di malati. Venerdi' e' prevista anche la presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
La 'luce' di un testo di legge sul testamento biologico dipendera' dai delicati equilibri "dei partiti trasversali nei due schieramenti, sintetizzabili in quello dei laici e dei cattolici", riprende Bassoli. "Per quel che riguarda l'alimentazione e l'idratazione parenterale, quindi assistita - prosegue la senatrice dell'Ulivo - propenderei per non inserire nella Pdl indicazioni o limitazioni precise a riguardo. Insomma - spiega - il cittadino non dovrebbe esprimere espressamente rifiuto un rifiuto a questi trattamenti nelle sue dichiarazioni di fine vita". Basterebbe invece un generico diniego di fronte a pratiche che sono configurabili come accanimento terapeutico.
Su questo aspetto la senatrice dell'Ulivo e' molto chiara: "Non bastera' la legge da sola a risolvere il problema dei cittadini. Come Commissione Sanita' del Senato - incalza - abbiamo il preciso dovere di pensare anche ad altri interventi. Penso a linee guida e Lea (i livelli essenziali di assistenza definiti dal nostro Ssn), che si occupino della fine vita. Quindi dovremo occuparci anche delle cure palliative che nel nostro Paese non sono ancora abbastanza diffuse".
Secondo Bassoli, inoltre, la legge sul testamento biologico imporra' "nuove e importanti riflessioni nella societa'. Per esempio nel rapporto medico-paziente. Sollecitando nei camici bianchi il rispetto delle volonta' dei malati, e imponendo riflessioni su chi, in caso di impossibilita' a esprimersi, sia chiamato a potersi pronunciare in nome del paziente, in assoluta fiducia".
L'altra questione 'calda' da risolvere nella nuova Pdl sul testamento biologico riguarda l'obiezione di coscienza. "Il problema - prosegue Bassoli - tocca lo stesso rapporto medico-malato. E il camice bianco - dice - dovrebbe rispettare le volonta' dell'assistito. E dunque 'accompagnare' il malato terminale". A questi elementi, la senatrice dell'Ulivo unisce considerazioni personali.
"Sono - dichiara - personalmente contraria a leggi poetiche, cioe' a norme che enunciano diritti belli sulla carta ma privi di una concretezza per i cittadini. A questo proposito - aggiunge - credo che per accompagnare come si deve una legge sul testamento biologico serva anche una simultanea azione di modificazione del nostro Servizio sanitario nazionale. Ospedali, medicina del territorio e medici di famiglia - prosegue - devono intervenire per partecipare a questa opportunita' di sviluppare una rete di servizi e assistenza, oltre che di diritti, a chi si trova alla fine della vita. In poche parole - conclude - si tratta di rendere effettivamente esigibili i diritti proclamati dalle leggi".
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