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Notizia
26 settembre 2006 0:00
Eutanasia si', eutanasia no. Non sono unanimi i pareri dei disabili italiani, interpellati da Disabili.com in occasione dell'appello alle istituzioni lanciato da Piero Welby, affetto da distrofia muscolare, tenuto in vita dalle macchine, che ha parlato di "testardo e insensato accanimento". Tutti concordano pero' sulla voglia di parlarne, e chiedono che la battaglia del presidente dell'associazione Luca Coscioni giunga in parlamento, cosi' come chiesto anche dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Dal forum del portale italiano di riferimento sulla disabilita' con i suoi 240mila visitatori al mese, emerge il desiderio di "non nascondersi dietro a un dito", ma di affrontare questi argomenti, per quanto scottanti: "C'e' da riflettere in modo profondo sui termini vita, eutanasia, accanimento terapeutico", dice Orchidea. Il suo e' uno dei centinaia di "post' scritti in poche ore dalla messa on line di un forum di discussione che ha avuto migliaia di contatti.
Al di la' dei distinguo, si registra un'ampia solidarieta' a Piero Welby e comprensione per il dolore che sta vivendo: "Non sono d'accordo per l'eutanasia per una persona che non possa esprimere la sua volonta', come nel caso di Terry Schiavo. Ma per Welby... credo che lui e solo lui debba e dovrebbe poter decidere della sua vita", scrive April.
Toccanti le parole di Fair: "Non tutti nelle condizioni terminali di Piero desiderano morire. Ma una societa' civile deve rispettare il desiderio consapevole di porre fine alla propria esistenza. Ogni persona terminale ha il diritto di decidere il modo ed il momento in cui dire addio alla vita".
Molti navigatori si dicono anche convinti che "i politici non dovrebbero entrare nelle scelte personali di un cittadino quando queste non danneggiano nessuno".
E' una "questione di qualita' della vita": il caso Welby infatti viene messo in relazione anche con quello di Eluana Englaro, in stato vegetativo permanente dal 1992, e per la quale il padre da tempo chiede la possibilita' di staccare la macchina che la tiene in questa condizione.
Al di la' dei distinguo, prosegue la nota, si registra un'ampia solidarieta' a Piero Welby e comprensione per il dolore che sta vivendo: "Non sono d'accordo per l'eutanasia per una persona che non possa esprimere la sua volonta', come nel caso di Terry Schiavo. Ma per Welby... credo che lui e solo lui debba e dovrebbe poter decidere della sua vita", scrive April. Toccanti le parole di Fair: "Non tutti nelle condizioni terminali di Piero desiderano morire. Ma una societa' civile deve rispettare il desiderio consapevole di porre fine alla propria esistenza. Ogni persona terminale ha il diritto di decidere il modo ed il momento in cui dire addio alla vita".
Molti navigatori si dicono anche convinti che i politici non dovrebbero entrare nelle scelte personali di un cittadino quando queste non danneggiano nessuno.
E' una questione di qualita' della vita: il caso Welby infatti viene messo in relazione anche con quello di Eluana Englaro, in stato vegetativo permanente dal 1992, e per la quale il padre da tempo chiede la possibilita' di staccare la macchina che la tiene in questa condizione. Il forum di discussione e' linkato nell'home page di Disabili.com.
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