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Notizia
23 febbraio 2007 0:00
"Mercoledi' scorso i resti di quello che era uno dei piu' potenti eserciti lobbistici e mediatici del mondo, che si era schierato in forze per far approvare la legge sui dico, il testamento biologico/eutanasia e la legalizzazione della droga, hanno risalito in disordine e senza speranza le valli che nell'aprile 2006 avevano disceso con orgogliosa sicurezza. Firmato: non Diaz, ma Senato della Repubblica". Cosi' Alfredo Mantovano, componente dell'esecutivo nazionale di An, ironizza sulla sconfitta subita dal governo lo scorso mercoledi' al Senato. "Fra i militanti del martedi' grasso in ritirata il mercoledi' delle Ceneri, spiccano i ministri Bonino, Pollastrini, Bindi, Ferrero, gli onorevoli Borselli, Luxuria, Grillini, Cappato e Diliberto, il senatore Marino". La linea del fronte "in pochi minuti ripiega rovinosamente dalla pretesa di abrogare il Concordato ad affidare i dico alla esclusiva competenza del Parlamento. Comprendo che la sconfitta bruci ma, cari iscritti al club dei libertari, se desiderate l'onore delle armi abbiate dignita': evitate di ricorrere ad acrobazie in politichese e riconoscete che, come nel gioco dell'oca, siete tornati al punto di partenza. Guai a scambiare il mercoledi' delle Ceneri per il martedi' grasso: il vostro Carnevale e' finito, e proprio per questo gli italiani festeggiano".
"Speriamo che la caduta di Prodi sia anche la pietra tombale per i Dico e per i provvedimenti neonazisti sul testamento biologico. Concordo pienamente con la difesa della famiglia e del matrimonio fatta oggi dal cardinale Caffarra".
Cosi' il senatore della Lega Nord, Massimo Polledri, commenta le parole dell'arcivescovo di Bologna.
"Deve venire meno quel patto scellerato che ha portato Prodi al governo con chi ha una concezione relativista e nichilista della famiglia. Un patto ben piu' grave di quello messo in atto con i vari no global di turno poiche' la conseguenza e' l'attacco frontale al valore della famiglia e alla cura dei malati rappresentati rispettivamente dai 'Dico' e dal testamento".
"L'eutanasia e la famiglia omosessuale sono principi che, indipendentemente dalla posizione della Chiesa, non possono essere accettati e per nessuna poltrona noi siamo disposti a sacrificare i nostri valori".
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