Piergiorgio Welby, copresidente dell'associazione
Luca Coscioni, malato di distrofia muscolare, rivolge un appello disperato a Giorgio Napolitano: "Voglio l'eutanasia", e riporta l'attenzione su un tema che in Parlamento ha sempre trovato consensi e critiche trasversali. I partiti piu' intransigenti sulla possibilita' per il paziente in fin di vita che lo richieda di interrompere le cure, sono quelli cattolici: l'Udc da un lato, dall'altro l'Udeur e la Margherita. Eppure c'e' chi nel centrosinistra chiede che l'argomento sia messo all'ordine del giorno. Il deputato della Rosa nel pugno,
Enrico Buemi, e' firmatario di un testo di legge: "Proponevamo che ci fosse un livello di responsabilita' della persona e che ci fosse uno strumento giuridico per predisporre l'attuazione della sua volonta' sotto uno stretto controllo medico". Ed e' uno di quelli che sollecita la discussione in Aula. "Almeno se ne parli", dice al Velino. "Non ho la soluzione al problema ma so che esiste e quindi una classe politica ha il dovere di affrontarlo. La via per farlo dovra' essere individuata ma almeno avviamo il confronto. Credo che il tema possa essere inserito all'interno di un programma parlamentare che non vedo poi cosi' ingolfato".
Anche se non e' "una priorita'", una legge sull'eutanasia sarebbe necessaria anche per
Dorina Bianchi (Dl), vicepresidente della commissione Affari sociali della Camera. Al Velino ha dichiarato: "Una legge equilibrata che non parta dalla contrapposizione ma che sia il punto di sintesi delle diverse posizioni, considerando tutte le sfumature. Mi auguro solo che non diventi un tormentone etico come fu la procreazione medicalmente assistita. Come la penso io? Sono contraria all'accanimento terapeutico e non favorevole all'eutanasia". Ma da chi e' favorevole all'eutanasia proviene l'avvertimento: "Attenzione a chi chiede di voler morire", dice al VELINO lo psichiatra
Luigi Cancrini, deputato dei Comunisti italiani, pur dichiarandosi "contrario all'accanimento terapeutico senza la volonta' della persona". Sebbene il dibattito sull'opportunita' che il Parlamento intervenga si infiammi periodicamente e benche' nelle due Camere siano stati depositati una decina di testi, la discussione non e' ancora prevista, conferma Cancrini che e' anche componente della commissione Affari sociali di Montecitorio. Quanto alla richiesta di una persona che vuole morire, richiamandosi a Welby che ha scritto al Capo dello Stato Cancrini commenta parlando da medico: "Nel mio lavoro incontro spesso persone che per ragioni piu' diverso manifestano il desiderio di morire. Ma non la considero l'espressione di un diritto quanto una manifestazione di sofferenza. E penso che l'ascolto sia un modo per aiutare l'altro a relativizzare la sua richiesta".
IL DIBATTITO SI APRE IN RITARDO
'Nessuna delle reti nazionali pubbliche e private ha dato la benche' minima notizia della conferenza stampa di ieri in cui Piero Welby, co-presidente dell'associazione Luca Coscioni, rendeva pubblica la lettera aperta al Presidente della Repubblica in cui chiedeva di poter ottenere l'eutanasia'. E' la denuncia di
Marco Cappato (segretario dell'associazione),
Marco Pannella (consigliere generale) e
Rocco Berardo (vicesegretario), che parlano di 'censura inaudita del regime di Rai e Mediaset' sulla lettera di Welby, pubblicata oggi dal 'Corriere della Sera'.
Una denuncia che Cappato, Pannella e Berardo hanno rivolto per lettera anche al presidente e ai consiglieri di amministrazione della Rai, a tutti i direttori di rete, a tutti i direttori dei tg Rai, ai ministri delle Comunicazioni e dell'Economia e Finanze. 'Constatiamo e denunciamo che l' 'agenda setting', la selezione dei temi 'notiziabili', che viene usata in tutti gli spazi, anche nelle trasmissioni di approfondimento politico delle varie reti - si legge nella lettera - rappresenta pura politica di disinformazione su tutti i temi riguardanti la difesa e l'affermazione nel nostro Paese di fondamentali diritti umani, civili, sociali, e di liberta' fondamentali. Mentre, infatti, si viene bombardati in modo sempre piu' grave da una propaganda contraria a tali diritti e liberta', a meno che non siano frutto di mediazioni burocratiche e tradizionali, non ha cittadinanza nella vostra Rai Tv un Piero Welby oggi, cosi' come un Luca Coscioni ieri, cosi' come qualsiasi movimento e iniziativa non violenta e democratica sui temi della liberta' di ricerca e di cura, di autonomia delle scelte individuali sul corpo, sulla vita e sulla morte'.
'Ci rivolgiamo a voi -concludono i firmatari- perche' subito si ponga termine ad una censura, che prima ancora di notizia, e' censura di persone e di vite. Una censura che non ha pari oggi in alcun Paese che possa definirsi democratico e libero'.
ALTRI COMMENTI
'E' giusto, e lo dico da cattolico, sollecitare un dibattito parlamentare su un tema cosi' delicato: ci sono delle situazioni-limite che sconfinano nell'accanimento terapeutico, prolungando inutilmente la sofferenza'. E' quanto dichiarato in una nota da
Tommaso Pellegrino (Verdi). Secondo Pellegrino la videolettera di Welby rappresenta 'l'occasione per riaprire un dibattito parlamentare sull'eutanasia, il cui punto di partenza dovra' essere l'attenzione alle esigenze delle persone che vivono una situazione di particolare sofferenza".
Proprio per questa ragione, conclude il deputato dei Verdi, 'cio' che serve e' un confronto sereno tra laici e cattolici, al riparo dai condizionamenti ideologici".
'Subito una legge sul testamento biologico, che trova maggiori consensi in Parlamento'. Ma 'avviare in tempi brevi un dibattito anche sull'eutanasia, nei confronti della quale si incontrano ancora forti resistenze'. Cosi'
Marco Cappato, segretario dell'Associazione Luca Coscioni.
'Sul testamento biologico c'e' un impegno preciso dell'Unione, oltre che un impegno internazionale da rispettare, siglato dalla convenzione di Oviedo. I lavori parlamentari sono calendarizzati, con l'audizione del Senato'.
Molto piu' difficile il percorso verso una legge sull'eutanasia. 'Stiamo procedendo a una raccolta di firme alla Camera dei deputati per presentare una proposta di legge. Ma sappiamo che i tempi sono diversi, piu' lunghi. L'importante e' pero' aprire un confronto in Parlamento'. Nel frattempo cosa succedera' a Welby? 'Piero e' molto debole e sta male. Ma e' fermo nel chiedere di poter ottenere il diritto all'eutanasia, come ha ribadito nella lettera a Napolitano. In caso di risposta negativa si vedra'. Resta in piedi la possibilita' di varcare il confine svizzero. Ma questo dipendera' dalle sue forze', conclude Cappato.
E' 'legittima' la richiesta di legiferare in materia di eutanasia fatta al presidente della Repubblica Piergiorgio Weldy, e 'risponde oggettivamente alla necessita' di corrispondere alla domanda di quanti decidono di potere scegliere la conclusione dignitosa di una condizione che ormai si presenta sostanzialmente vegetativa'. E' quanto dichiarato da
Salvatore Bonadonna (Rifondazione comunista) in riferimento alla videolettera inviata da Weldy, malato di distrofia, al Capo dello Stato affinche' gli venga praticata l'eutanasia.
'La richiesta a lettera aperta di Piergiorgio Weldy al presidente Napolitano e' una drammatica testimonianza e una coraggiosa dichiarazione di amore per la vita e per la dignita' della vita'.
Anche per questa ragione, conclude, 'credo sia necessaria e opportuna una discussione parlamentare'.
La
Consulta di Bioetica, sentita la lettera aperta di Welby, condivide il tipo di richiesta e sottolinea che 'sono numerosi i casi analoghi che non possono aspettare. Il caso di Welby e' particolarmente chiaro, ma la medicina moderna sa individuare altre patologie tragiche che devono avere una risposta dignitosa'.
Per la Consulta di Bioetica, 'si impone una scelta legislativa a favore della dignita' delle persone, che non e' piu' rinviabile. Non solo sul problema estremo dell'eutanasia, ma anche su quelli piu' semplici, e da quello indipendenti, quali il testamento biologico, e' urgente l'approvazione di una buona legge, per la liberta' e l'autodeterminazione delle persone'.
Riceviamo e pubblichiamo questa lettera del segretario dell'associazione LiberaUscita, Giampietro Sestini.
Ieri sera, alle ore 23:20, è andata in onda sul canale Rai 3 la trasmissione "Primo piano", dedicata all'eutanasia. In studio, insieme al conduttore Maurizio Mannoni,
Marco Pannella. In collegamento esterno
Carlo Giovanardi e
Peppino Englaro. La trasmissione si è aperta con l'immagine sul letto d'ospedale di Piergiorgio Welby, co-presidente dell'associazione Luca Coscioni, mentre sullo schermo scorreva la "lettera aperta" da lui inviata al Presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano.
Nel riportare integralmente in allegato la lettera aperta, che in TV è stata letta dal computer, ringraziamo Manuela Portalupi per avercela inviata e Matilde Neri per averci segnalato che l'audiovideo della lettera può essere scaricato dal sito
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Per l'ennesima volta, abbiamo assistito al conflitto tra la fede (o meglio, un certo modo di interpretare i principi religiosi) e la ragione (o meglio, la pietà verso il prossimo).
Marco Pannella ha rilevato come Piergiorgio Welby sia sottoposto, contro la sua volontà esplicitamente e reiteratamente espressa, ad un vero e proprio accanimento terapeutico, in contrasto con la legge vigente che impone al medico curante di tenere conto della volontà del paziente.
Peppino Englaro ha ricordato che sua figlia Eluana è in SVP da ormai 5.361 giorni, e ciò malgrado si fosse pronunciata - quand'era capace d'intendere e volere - contro l'alimentazione, l'idratazione e la respirazione forzata, com'era successo al suo amico sciatore David. Quindi ha affermato che Eluana dal punto di vista "naturale" non è più viva, in quanto non possiede più alcuna funzione vitale e viene tenuta artificialmente in vita attraverso macchinari. Nel suo caso, si va oltre le stesse affermazioni della Chiesa sulla "intangibilità della vita dal concepimento al termine naturale", e siamo in presenza di una "violenza di Stato".
Carlo Giovanardi ha snocciolato le solite, inconferenti ragioni per dichiararsi contro, tirando in ballo l'eutanasia ai bambini, la questione di Terry Schiavo, le cure palliative, la reversibilità del coma, la possibilità di cambiare opinione da parte del malato non più capace di intendere e volere, ecc. Contestualmente, però, si è dichiarato contrario all'accanimento terapeutico. Anche per questo motivo, crediamo che esistano ormai concrete possibilità di approvare la legge sulle "dichiarazioni anticipate di volontà": questa è anche l'opinione della nostra Rossana Cecchi dopo un recente incontro con altri esperti della Fondazione Veronesi con il Presidente della Commissione sanità del Senato, Ignazio Marino. Il vero problema sarà quello dei contenuti: non vorremmo infatti che il Parlamento partorisca una legge che si limiti a disciplinare ciò che già esiste ovvero introduca adempimenti burocratici tali da scoraggiare l'applicazione del nuovo. Come associazione abbiamo chiesto al sen. Marino di essere ricevuti per consegnargli la nostra proposta di testamento biologico, con le modifiche apportate nell'ultima riunione del Comitato Direttivo.