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WELBY/RICCIO. ANCHE L'ADUC ATTRAVERSO I MEDIA HA ISTIGATO ALL'OMICIDIO?
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Comunicato 
2 aprile 2007 0:00
 

Firenze, 2 aprile 2007. Il gip di Roma, Renato Laviola, ha rigettato la richiesta di archiviazione della posizione del dottor Mario Riccio, l'anestesista che sospese la ventilazione polmonare a Piergiorgio Welby. Evidentemente ci sono ancora dubbi che il dottor Riccio abbia agito nel rispetto della legge: visto che non e' stata una iniezione letale ad uccidere Welby (come sancito dal collegio medico-legale che ha eseguito l'autopsia) per il gip sembra che l'"omicidio" consista nell'atto di sospensione della respirazione meccanica.
Siccome sono convinto della legittimita' delle azioni di Riccio, ho oggi inviato alla Procura della Repubblica di Roma un'autodenuncia per istigazione a delinquere e apologia di reato. In molteplici occasioni ho sostenuto, tramite organi di stampa e soprattutto lo specifico settore del sito Internet dell'Aduc "Vivere&Morire" di cui sono responsabile, che Welby avesse il diritto di rifiutare la respirazione meccanica. Ho invitato in piu' occasioni e mi sono adoperato per la ricerca di medici disposti a staccare il ventilatore a cui Welby era connesso. Sono quindi pienamente corresponsabile del comportamento di Mario Riccio, e continuero' ad esserlo fintanto che il diritto al rifiuto delle cure sancito dall'art.32 della Costituzione non sara' riconosciuto pienamente. Mi auguro che il gip romano, coerente con cio' che ha fatto nei giorni passati, voglia coattamente formulare l'imputazione di istigazione. Temo che il dr. Riccio sia una vittima eccellente dell'invito della Pontificia accademia per la vita (Pav), con cui due settimane fa si sono richiamati i giudici a fare di tutto per difendere la "vita", anche a "disobbedire coraggiosamente" alle leggi che dovrebbero applicare (1). Mi auguro che il gip prenda in considerazione il diritto sancito dall'articolo 32 della Costituzione ("Nessuno puo' essere obbligato a un determinato trattamento sanitario"), piuttosto che i principi sanciti dalla Pav e dallo Stato del Vaticano ("difendere la vita dal primo all'ultimo respiro").
Qui il testo dell'autodenuncia:
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Pietro Yates Moretti, consigliere Aduc

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