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WELBY. I POTERI LEGISLATIVO, ESECUTIVO, E ORA GIUDIZIARIO, SONO INCAPACI DI ONORARE LA COSTITUZIONE. BENTORNATI NELLA GIUNGLA?
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Comunicato 
16 dicembre 2006 0:00
 

Firenze, 16 Dicembre 2006. Coloro che dovrebbero presidiare il rispetto dei diritti di ognuno, ancora una volta li negano. Non conoscendo in dettaglio le motivazioni che il tribunale di Roma rendera' note -si spera- in tempi strettissimi, possiamo per ora solo tirare ad indovinare.
Pare che il Tribunale non abbia ritenuto direttamente applicabile l'articolo 32 della Costituzione, lamentando l'assenza di norme applicative. Se questo sara' confermato, ci troveremo di fronte ad un arretramento giuridico-culturale di trent'anni. Il dibattito sulla non-flessibilita' della Costituzione -e soprattutto sulla efficacia precettiva e diretta di quella sua prima parte che contiene i diritti fondamentali del cittadino- sembrava essersi esaurito positivamente da alcuni decenni. Ma il Tribunale sembra dire: il diritto di ognuno alla liberta' di circolazione, di riunirsi, di professare una religione o un pensiero, fino alla liberta' individuale, non si possono esercitare senza l'autorizzazione del legislatore.
Non solo. Il tribunale sembra anche sostenere che l'articolo 32 della Costituzione, ovvero la liberta' di scegliere le cure, varrebbe solo nei casi di certificabile accanimento terapeutico, su manca una legge. Cosa che tutti sanno essere non vera: il diritto alla liberta' terapeutica non e' subordinato ad alcun presupposto, ed il paziente non deve giustificare la propria volonta'.
Al di la' delle ragioni tecnico processuali, c'e' una violazione dei diritti umani, che il nostro Paese sembra non sapere, non volere o non poter fermare. La magistratura si e' ancora rivelata come l'anello di chiusura con cui il regime conserva e protegge se stesso.
Dunque un'altra battaglia persa per l'affermazione dello Stato di diritto, qualunque siano le opinabili o ineccepibili motivazioni tecniche.
Il Tribunale di Roma ha perso un'occasione per affermare l'inviolabilita' e l'applicazione diretta della Costituzione. Decidendo di non decidere, scaricando la patata bollente su altri (legislatori, medici, o quant'altro), il Tribunale ha sostanzialmente ammesso che la Costituzione e' inapplicabile ed inapplicata, piuttosto che adoperarsi per realizzarla.
Ora e' chiaro: il potere legislativo, il potere esecutivo e ora quello giudiziario, sono incapaci di onorare la Costituzione. Rimane alla coscienza di ogni individuo l'applicazione -piu' o meno clandestina- della Carta fondamentale. Bentornati nella giungla?

Claudia Moretti, legale Aduc
Pietro Yates Moretti, consigliere Aduc e responsabile del notiziario "Vivere & Morire" (www.aduc.it/dyn/eutanasia), dedicato ai temi dell'eutanasia e della liberta' terapeutica
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