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Padova. Pericolo ozono, ma l’obbligo di informazione non vale per il Comune di Padova che non protegge la salute dei bambini
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Comunicato di Maria Grazia Lucchiari
11 luglio 2011 18:28
 
 Soglia di informazione ozono superata oggi alla Mandria, 200 µg/m³ di veleni. Ed è il terzo giorno con il 27 giugno e il 4 luglio che il Comune mantiene un assoluto silenzio. Non c’è obbligo di legge che tenga: la sua pagina web è ferma ai dati del 29 giugno.          
Se poi seguiamo le indicazioni del sito del Comune e andiamo a leggere le previsioni Arpav ci dicono che il bollettino ozono è sospeso dal settembre 2010.
Le blande misure contro l’inquinamento atmosferico che il Comune di Padova adotta nel periodo invernale si fermano ad aprile. Come se di colpo i veleni nell’aria sparissero col sole dell’estate.   
Ed invece l'ozono è un inquinante molto pericoloso e le sue concentrazioni dipendono fortemente dalle condizioni atmosferiche, oltre che dalla presenza di sostanze inquinanti prodotte da varie sorgenti tra veicoli a motore, industrie, processi di combustione. Gli effetti acuti per esposizioni a breve termine dell’ozono sono modificazione della funzionalità polmonare, aumentata reattività delle vie respiratorie, esacerbazioni dell'asma nelle persone suscettibili che fanno attività fisica e infiammazioni delle vie aeree.
La soglia di informazione viene raggiunta quando almeno una delle centraline di rilevamento della qualità dell'aria registra una concentrazione di ozono nell'aria di 180 microgrammi al metro cubo e si chiama soglia di informazione o di allarme proprio perché, quando viene superata, le autorità cittadine hanno l'obbligo di informare la popolazione su: data, luogo, ora e durata in cui si è verificato tale superamento; possibile evoluzione del fenomeno; gruppi di popolazioni a rischio; possibili effetti sulla salute e sulle precauzioni da adottare per prevenire eventuali danni alla salute.
In città ci sono molte scuole, tra primarie e dell’infanzia e ci sono i centri estivi del Comune e quelli organizzati dalle parrocchie e dalle associazioni, luoghi in cui i bambini sono spesso impegnati in attività fisiche intense all’aperto nelle ore in cui si manifestano i massimi livelli di ozono, dalle ore 13/14 alle ore 18. Lo sanno i genitori che i loro bambini a causa della maggior frequenza degli atti respiratori inalano quantità maggiori di inquinanti e hanno anche maggiori probabilità di sviluppare l'asma o altre malattie respiratorie. L'asma è la malattia cronica più comune nei bambini e può essere aggravata dall'esposizione ad ozono. Ci rivolgiamo, nuovamente, all’amministrazione comunale affinchè emetta una ordinanza rivolta ai dirigenti dei centri estivi pubblici e privati affinchè sia evitata l’esposizione alle alte concentrazioni di ozono ai bambini, che hanno il diritto di vivere in un ambiente sano.  
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