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Guerra agli 'smart shop'. Il Tribunale di Ferrara boccia la Procura ... e il sottosegretario Giovanardi. Vendere materiale sulla coltivazione della cannabis non e' reato!
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Comunicato di Pietro Yates Moretti, vicepresidente Aduc
4 dicembre 2008 0:00
 
Sonora bocciatura per la Procura di Ferrara e per il sottosegretario con delega sulla politica delle droghe Carlo Giovanardi. Da alcune settimane, la Procura di Ferrara ha infatti lanciato una vera e propria crociata contro la vendita di semi di canapa, libri, cartine per sigarette e attrezzature per la coltivazione di cannabis e altre 'smart drugs'. Tutti beni non proibiti dalla legge. Con blitz estesi in tutta Italia sono stati sequestrati 19 siti Internet, 79 negozi e distributori automatici. In 108 citta' italiane sono state fatte oltre 150 perquisizioni e la notifica di 62 informazioni di garanzia per il reato di istigazione all'uso illecito di sostanze stupefacenti nei confronti dei gestori dei siti Internet, dei negozi e dei distributori.
Visto che la vendita di questo materiale e' legale, la Procura ha pensato bene di accusare questi venditori di un reato d'opinione, ovvero l'istigazione all'uso di sostanze stupefacenti. In questo modo ha fatto proprio il "Giovanardi pensiero", che da sempre invoca la censura di ogni luogo o parola che contravvenga l'approccio sempre piu' repressivo e proibizionista di cui si fa portavoce.
Ebbene, oggi il Giudice del Riesame del Tribunale di Ferrara ha sonoramente bocciato la stravagante tesi della Procura e del sottosegretario, dando ragione a sette persone che, assistite dagli avv. Angelo Averni e Giuseppe Campanelli, si erano opposte al sequestro. Il Tribunale ha cosi' motivato il dissequestro:
"in concreto va ribadito come la mera messa in vendita o anche la pubblicizzazione su siti Internet della vendita di cose propedeutiche alla coltivazione di piante stupefacenti non integra la condotta di istigazione all'uso di sostanze stupefacenti attesa la necessita' di mantenere distinta l'attivita' di mero orientamento culturale da quella di concreta spinta all'azione implicita nella nozione di istigazione".
Ci auguriamo che il sottosegretario Giovanardi e la Procura di Ferrara abbiano imparato la lezione. Purtroppo, oltre al danno inflitto a questi cittadini, le azioni della Procura di Ferrara costeranno ai contribuenti milioni di euro di operazioni di polizia e procedimenti giudiziari inutili e illegali.

 
Note:
Decreto del Tribunale di Ferrara: clicca qui
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