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Comune Firenze e Tar. Dalle slot machine agli stipendi. Il costoso vizietto del Sindaco
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Comunicato di Vincenzo Donvito
18 marzo 2017 9:11
 
 Dopo che il Tar Toscana ha bocciato un’ordinanza del Sindaco di Firenze in merito agli orari di apertura delle sale giochi con slot et similia, ci viene un dubbio: quanto ci costano le iniziative del primo cittadino Dario Nardella? Il nostro agisce per conto e per nome di noi contribuenti che abitiamo a Firenze, cioe’ usa i nostri soldi per amministrarci. E’ giusto che lo faccia, lo abbiamo eletto per questo. Ma e’ anche giusto che noi gli si facciano i conti in tasca sull’utilita’ e sul metodo di certe sue iniziative, visto che, tra imbastire e attuare la delibera, difendersi in sede giudiziaria, imbastire e tornare indietro, di soldi ne vengono spesi abbastanza.
La lista dei “default” del nostro Sindaco e’ lunga, citando solo i piu’ famosi e recenti: i dehors di piazza Duomo, i ticket sui bus turistici, l’orario per la vendita di alcool nei minimarket, fino all’applicazione del regolamento sugli incentivi allo stipendio vinto al Tar da quello stesso ufficio legale che difende giudizialmente il Sindaco nelle altre vicende. Non solo, ma noi crediamo, per esempio, che quando vedra’ la luce la preannunciata serrata dell’accesso alle Cascine per le auto di chi presumibilmente vorrebbe acquistare prestazioni sessuali per strada, un qualche ricorso al Tar che dia torto all’amministrazione non ci sembra che avrebbe scarse chance di essere accolto.
Il Sindaco, comunque, ha promesso battaglia, in questo ultimo caso delle slot machine in nome della lotta alla ludopatia. Causa nobile, per carita’, ma ci si consenta di dubitare che il metodo sia quello del divieto rispetto a quello dell’educazione/informazione. Certamente si informa e si educa anche coi divieti, ma per quale risultato? Probabilmente quello di individui sudditi e intimoriti e timorosi. Che, siccome “al cuor non si comanda”, alla prima occasione ricorreranno a clandestinita’ e illegalita’ per soddisfare i propri desideri, forti di una malavita che vive e prospera grazie a questo tipo di divieti: e’ la legge della domanda e dell’offerta dei mercati che ha dei padri nobili come esempi eterni e manipolati dai vari pruriti ideologici di chi pensa di ben governare con la paura: droghe illegali e prostituzione.
Insomma, tra pruriti ideologici e soldi spesi male, ci sentiamo legittimati ad intervenire e, se per entrambi cerchiamo di sollecitare l’attenzione e la testa degli individui (anche elettori), per i soldi forse e’ proprio il caso di coinvolgere la Corte dei Conti.
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