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Sconvolgimenti climatici. Tsunami in Groenlandia
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Articolo di Redazione
19 giugno 2017 9:51
 
 E’ un piccolo video amatoriale, con le immagini tremolanti, eclatante e che crea forti emozioni (visibile anche alla fine dell'articolo). Puo’ darsi perche’ si sente letteralmente boccheggiare la giovane donna che lo filma, Olina Angie K. Nielsen, e i cani husky abbaiare senza fine. Nel momento in cui il mare spande cassette di plastica, secchi e canotti sull’erba rada. Sono una gran parte degli oggetti quotidiani dei 110 abitanti di Nuugaatsiaq, villaggio della costa ovest della Groenlandia, toccato da uno tsunami all’incirca alle 22,30 di sabato scorso 17 giugno.
In questo giorno gli abitanti di questo territorio della Danimarca hanno indossato stivali di pelliccia e giacche a vento. Davanti alle piccole case colorate, deserte dopo che immense onde hanno spazzato tutto all’improvviso, si vedono divani, tavoli e sedie. Undici case sono state strappate dal mare. Diversi villaggi ne sono stai toccati, e secondo le autorita’, nove persone sono rimaste ferite, due gravemente, e quattro sono date per disperse. Il sito di informazione locale, Kalaallit Nunaata Radioaa (KNR), parla di due morti sicuri. Un bilancio che avrebbe potuto essere piu’ pesante se non si fosse nel mese di giugno, stagione in cui il sole non tramonta mai a Nuugaatsiaq, situato al di la’ del circolo polare artico.
Secondo KNR, il centro di sorveglianza geologica danese ha diffuso l’ipotesi seconda la quale un terremoto terrestre di magnitudo 4, rilevato dai suoi servizi sabato sera a 30 chilometri a nord di Nuugaatsiaq, ha provocato uno smottamento di terra nel mare ed ha innescato le onde. Il sisma non e’ stato segnalato dall’USGS, il sito americano che registra in tempo reale l’andamento di tutti i sismi nel mondo. L’agenzia danese, temendo delle repliche ha chiesto agli abitanti di restare vigili.
Scioglimento accelerato dei ghiacciai
La Groenlandia -grande piu’ di tre volte l’Italia- e i suoi 55.000 abitanti sono ai primi posti delle conseguenze del riscaldamento climatico. Lo scioglimento accelerato dei ghiacciai modifica l’ambiente, le tradizioni e le opportunita’ economiche. Il riscaldamento delle acquea attira nuove specie animali, come le balene pilota, e fa ritornare i merluzzi, dando un colpo di acceleratore ai ricavi della pesca. Lo scongelamento delle terre rende relativamente piu’ accessibili le sue risorse di petrolio, gas e terre rare, alimentando l’industria mineraria.
A 400 Km a nord di Nuugatsiaq, c’e’ un’altra minaccia per l’ambiente, il “Camp Century”, una base militare americana costruita nel 1959 in piena guerra fredda, sotto le terre ghiacciate della Groenlandia. Abbandonata da Washington nel 1967, nel sito ci sono 200.000 litri di gasolio, 240.000 litri di acque usate, dei bifenili policlorurati (inquinatori persistenti PCB), ed una quantita’ sconosciuta di elementi radioattivi lasciati la’ da scienziati persuasi che “mai avrebbe smesso di nevicare”, come ha denunciato l’anno scorso lo scienziato canadese William Colgan. Una bomba a scoppio ritardato per l’ambiente, che potrebbe avvelenare la natura entro la fine del secolo. A meno che un sisma, anch’esso imprevedibile, non acceleri il processo.

(articolo di Laurence Defranoux, pubblicato sul quotidiano Libération del 19/06/2017)


 
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