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Una prima valutazione sulla legge Leonetti sul fine vita
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Articolo di Rosa a Marca
20 luglio 2008 0:00
 
Jean Leonetti fa un primo bilancio della commissione di valutazione della legge sul fine vita che presiede per incarico governativo dallo scorso aprile, a seguito della vicenda Sebire (Chantal Sebire che si e' suicidata dopo aver chiesto invano d'essere accompagnata a morire ndr).
Dopo qualche mese appena di audizioni, l'autore dell'attuale legge conferma che essa "e' non solo mal conosciuta, ma anche mal applicata"; "gli intervenuti sono stati unanimi nel dircelo". In quanto a sapere se la legge risponda a tutte le situazioni del fine vita, Jean Leonetti sostiene che "non ogni morte dev'essere regolata dalla legge". Occorre distinguere tra due tipi di situazioni: quelle in cui una persona, con ancora qualche anno di vita davanti a se', chiede l'assistenza al suicidio perche' non vuole piu' vivere, e quelle dove un individuo sofferente e' condannato a morire di li' a poco. Nel primo caso, "la legge non ha titoli per rispondere a quel tipo di domanda". E' a partire dal secondo caso che la missione Leonetti ha riflettuto. "La maggior parte dei problemi non risolti ruota sempre intorno alla stessa problematica: quella dei malati tenuti in vita artificialmente", spiega il deputato. Per queste persone egli propone la sedazione profonda e l'accompagnamento del paziente e dei suoi cari.
A proposito della "eccezione dell'eutanasia", Jean Leonetti sostiene che "quest'idea e' stata molto fragilizzata dalle audizioni". In primo luogo, perche' "se si tratta di dire, a posteriori, che l'eutanasia non dev'essere considerata un omicidio dalla giustizia, significa che dare la morte per compassione dev'essere ritenuto un movente che offre il destro a un trattamento giudiziario particolare", cosa che i giuristi rifiutano. In secondo luogo, perche' "se si tratta, a priori, d'autorizzare l'eutanasia per certi casi, la cosa porrebbe ancora piu' problemi" e avrebbe bisogno di "un montaggio complicato". "Oggi sono propenso a credere che "l'eccezione dell'eutanasia" sia una falsa buona idea", conclude.
Su un punto la commissione ha trovato l'accordo: istituire un osservatorio sul fine vita per poter disporre di dati oggettivi.
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