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Diritto all’aborto. La nave di Women on Waves in Messico
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Articolo di Redazione
21 aprile 2017 13:52
 
 In collaborazione con organizzazioni locali e nazionali, la nave di “Women on Waves” (Donne sulle onde) e’ giunta in Messico. Ieri ha iniziato la sua campagna e gia’ naviga in acque internazionali dove e’ a disposizione di donne con nove settimane di gravidanza che vogliono praticare un aborto.
Proprio oggi si tiene una conferenza stampa di presentazione a Ixtapa.
L’aborto, in caso di violenza sessuale e’ legale in tutto il Messico, ma ogni amministrazione federale lo disciplina a modo proprio, per cui la legge non sempre e’ in grado di garantire l’accesso a questa pratica. Motivo per cui, le donne che vogliono abortire hanno bisogno di farsi carico dei relativi costi, sia economici che logistici per andare a Citta’ del Messico, dove l’aborto e’ legale da dieci anni dietro libera decisione della donna. Ma molte donne non possono affrontare il viaggio o pagarselo e sono obbligate ad abortire in modo insicuro mettendo a rischio la propria salute e la propria vita: con la probabilita’ di vedersi incriminate e, in alcuni casi, anche messe in carcere.
Il diritto ad un aborto sicuro va molto oltre le ideologie e la politica, e’ una necessita’ medica urgente che deve essere garantita in tutte le realta’ federative del Paese. Questa campagna di diritti umani chiede di rendere visibile la necessita’ di aborti sicuri in tutto il Messico, cosi’ come la solidarieta’ di tutte le donne nel mondo.
Dal 2009 si stima che ogni anno siano eseguiti un milione di aborti in tutto il territorio messicano. A Citta’ del Messico la procedura e’ sicura ed effettiva, puo’ essere seguita in base alle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) con un indice di difficolta’ di solo 0,68%; mentre nel resto del Paese, in base alle restrizioni di legge, l’indice di difficolta’ arriva al 36% (Guttmacher Institute – 2008). Il 9,2% delle morti materne sono relazionate con l’aborto (Freyemuth, Numeralia 2014, 2016). La impossibilita’ di accesso e la criminalizzazione delle donne continua colpendo il loro diritto di accesso alla salute, alla crescita della scienza e alla vita dignitosa.
La nave di “Women on Waves” ha tutti i permessi necessari in Messico ed e’ in attesa delle donne che vorranno usufruire dei suoi servizi a partire da domenica 23 aprile. Servizi che rispettano gli alti livelli standard internazionali e le raccomandazioni dell’OMS.
Per proteggere i diritti delle donne e garantire il loro diritto alla salute, le organizzazioni locali e nazionali chiedono:
- Agli Stati in cui l’aborto e’ legalmente limitato: a bloccare il perseguimento e l’incarcerazione delle donne che, invece di sottomettersi ad un aborto insicuro o dover soffrire per un aborto spontaneo, hanno bisogno di attenzione medica da parte delle istituzioni sanitarie.
- A tutte le istituzioni federative: a far fede alla NOM 046 e la Legge generale delle Vittime che prevedono il libero accesso all’aborto per le vittime di violenza sessuale.
- Agli Stati: a riformare i propri codici penali in modo che si armonizzino con la Costituzione messicana e le convenzioni internazionali dei diritti umani ratificate dal Messico perche’ l’aborto per libera decisione non sia considerato un crimine, per lo meno nelle prime settimane di gravidanza.
- Al Congresso dell’Unione: a riformare il codice penale federale in armonia con la Costituzione messicana e le convenzioni internazionali dei diritti umani ratificate dal Messico per legalizzare e garantire l’accesso all’aborto sicuro e gratuito da parte delle donne che lo richiedono.
- Al ministero federale della Sanita’: perche’ garantisca il rispetto della NOM 046 in tutto il Paese; che’ garantisca attenzione medica a tutte le donne che ricorrono all’aborto con complicazioni, che il suo personale medico si impegni per il rispetto del principio di confidenzialita’, rispettando cosi’ il diritto alla privacy delle pazienti.
E’ importante stimolare metodi per prevenire gravidanze non desiderate, per questo si chiede:
- Al Ministero della Sanita’, di garantire l’accesso all’ampia gamma di metodi contraccettivi adeguati alle necessita’ specifiche di ogni donna.
- Al Ministero della Pubblica Educazione, perche’ assicuri l’accesso alla completa educazione sessuale, reale ed opportuna, in ogni livello scolare, per garantire il pieno esercizio dei diritti sessuali, fortificando l’autonomia di decisione in materia riproduttiva.

(da un comunicato stampa di https://www.womenonwaves.org/ del 20/04/2017)
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